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Maestri del borseggio in azione a Venezia, sono madre e figlio

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Maestri del borseggio in azione Venezia

Nella tarda mattinata di ieri, una pattuglia del Commissariato “San Marco” operante nel centro storico di Venezia, ha notato la presenza di due sospetti in prossimità del ponte di Rialto.
In particolare, si trattava di una donna, dall’evidente aspetto nomade, che si accompagnava ad un ragazzino che era con tutta probabilità il figlio.

La coppia ha destato da subito il sospetto, negli operatori, che fosse dedita ad individuare eventuali soggetti da borseggiare (il luogo infatti è uno tra quelli più trafficati dai turisti provenienti da tutto il mondo), dato che la coppia continuava freneticamente a passare da un lato all’altro del celebre ponte, ponendosi continuamente alle spalle dei gruppi di turisti in transito, scegliendo con oculatezza i soggetti ultimi del gruppo con zaini o borse portati in spalla.

Dopo pochi minuti dall’avvistamento, gli agenti notavano la coppia posizionarsi alle spalle di alcuni turisti sul lato destro del ponte (lato Fontego dei Tedeschi): qui, la donna – opportunamente coperta da sguardi indiscreti dal figlio – infilava la mano all’interno di una borsa estraendone un oggetto non meglio identificato.

Subito dopo i due si allontanavano in direzione di Campo San Bartolomeo e poco oltre (sempre seguiti con discrezione dai poliziotti), venivano notati estrarre l’oggetto dalla borsa (poi rivelatosi essere un portafoglio) per esaminarlo con tranquillità.
A quel punto i poliziotti decidevano di intervenire, fermando la coppia e qualificandosi come appartenenti alle Forze dell’Ordine.

Condotti presso i locali del Commissariato di Fondamenta San Lorenzo, la donna è stata identificata per tale N.M., cittadina serba di 35 anni, formalmente residente in un campo nomadi della Toscana e con diversi precedenti penali a carico riferiti alla medesima attività criminosa, mentre il giovane è risultato essere il figlio 13enne.

Addosso a loro veniva trovato il portafoglio da uomo con denaro e documenti di un cittadino svedese di 77 anni, ovvero con tutta probabilità la vittima del furto avvenuto poco prima.

Al termine degli atti di Polizia Giudiziaria redatti nei loro confronti, la donna è stata denunciata per il reato di furto aggravato in concorso con minore, mentre il ragazzo è stato riaffidato alla madre.

Redazione

[06/06/2014]

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