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Madre e i due figli uccisi in casa, rapina o altro?

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Madre e i due figli uccisi in casa

L’orrore più grande, se si può parlare di misure in un’atrocità così grande, è vedere il piccolo Gabriele, venti mesi, sul lettone matrimoniale: una coltellata alla gola lo ha ucciso di netto mentre dormiva.

Stessa sorte di Giulia, cinque anni e mezzo. L’hanno trovata in cameretta, nella sua stanza. Lo stesso squarcio alla gola.
E poi la madre dei due bambini, stesa in soggiorno con il corpo martoriato da più ferite.
Maria Cristina Omes, 38 anni, la donna che si adoperava all’oratorio, la mamma che tutti in paese conoscevano come una persona felice.

Madre e i due figli uccisi in casa sono stati scoperti da Carlo Lissi, il marito, che domenica notte ha trovato i tre corpi senza vita, rientrando subito dopo la partita tra Italia e Inghilterra nella villa di via Ungaretti 20 a Motta Visconti, al confine tra le province di Pavia e Milano. Era stato a casa di amici per vedere il calcio. La gioia per i gol di Marchisio e Balotelli, gli abbracci, poi la scoperta, una volta di ritorno alle 2.10.

Madre e i due figli uccisi in casa per una rapina? Il procuratore capo di Pavia Gustavo Cioppa e il sostituto Giovanni Benelli non sarebbero molto convinti di ciò. In casa, i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano hanno trovato la cassaforte aperta. Sono spariti dei soldi, «una somma di piccolo valore» dicono gli investigatori. Troppo poco per pensare che un rapinatore possa aver ucciso la mamma e i bambini in cambio di un bottino così magro. Sulla porta non ci sono «segni evidenti di effrazione». Chi è entrato aveva le chiavi? O è stata la stessa donna ad aprire? Particolari che i rilievi della scientifica non hanno ancora chiarito.

Nella paziente ricostruzione dell’ambiente che ha fatto da sfondo al triplice omicidio qualcuno però racconta di litigi, degli ultimi tempi. E di una discussione forse iniziata sabato sera dopo cena, forse di urla dalla villa durante la partita.

Redazione

[16/06/2014]

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