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mercoledì 28 Luglio 2021

Luna piena d’Agosto, di Grazia Brunelli. Prefazione di Giulio Galletto

HomesocietàLuna piena d’Agosto, di Grazia Brunelli. Prefazione di Giulio Galletto

Non può essere solo suggestione di chi legge queste pagine, il sentirsi catturato, rapito dalla forza delle parole che comprendono il mistero della natura e del suo alfabeto esistenziale e con esso trama momenti esclusivi di colore, di silenzio e di complicità. Il mito non basta all’esigenza spirituale dell’autrice, la sua è anche testimonianza sociale.
Lei stessa è un racconto nella sua descrizione pacata ed evocativa pur nell’animo esasperato nella fatica della ricerca. Incertezza e innocenza interrogano la scrittrice “Non conosco dove sorge la Terra, raccontami tu dove sorge la Luna. Dimmi, finisce il Cielo?”

La vita che è stata, quella che c’è, quell’altra che verrà. Forse. Intanto corrono le vicende dell’umano vivere: Selene, Endimione, Adamo, diventano quasi evanescenti nell’immaginario poetico della scrittrice, la sofferenza talvolta travalica la stessa storia che ci viene consegnata, un assimilarsi di visioni ed emozioni, cantano e conducono nella sua casa segreta, la casa delle parole. Eppur è in quello star in bilico che abita la poesia che Grazia Brunello cura e disseta attraverso la sua prosa e le sue liriche.

Tra presente e passato si consuma la storia, ci meraviglia il risveglio, ora etereo, ora trasportato nella sua Verona assimilato al suo corpo. Il suo corpo di donna che sa, come Dostoevskij che “ … l’inferno è la sofferenza di non poter più amare…”
Rintraccio dal suo libro ”Selene gridava senza voce, no alla strage della storia di vittime immolate, no alla storia di donne violate nei soli sogni della vita… sperava che le parole fiorissero nei colori dell’umanità vera, quella che muoverà il suo cammino nella pace e nella solidarietà. Voleva, ci dice la voce narrante ‘che il bianco della calce purificasse ogni luogo, per far rifiorire libero ogni colore…”

Il dolore per l’amore lontano, l’illusione di leopardiano sentire illumina , ora con tocchi rosso fuoco, ora con carri tirati da cavalli bianchi, la forza della volontà e la vulnerabilità dei sentimenti. E come poeta “che stringe tutto al cuore”, Selene legge i pensieri dei passanti. E ascolta discorsi dissonanti che come in un’orchestra intonano lo strumento prima dell’esecuzione. Raggela quest’ultima lucida intuizione.

Le domande che l’autrice si pone, sanno che la risposta è altrove.
Dove sei poeta? Quale strada percorri quando il pianto silenzioso si perde nel labirinto della vita…
Cosa fai, cosa dici, cosa opponi a chi perde la casa, il lavoro. Voltati, e scrivi iniquità contro chi impedisce di vivere la parola onestà. Dove sei poeta, quando un bambino a scuola si sente invisibile?Dove sei poeta mentre le donne e perfino le bambine siriane vengono vendute? Così accadde. Io c’ero. Queste le ultime parole del libro, del viaggio stupefacente che Grazia Brunelli ci affida.

Andreina Corso

[27/06/2014]

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grazia brunelli luna piena d'agosto

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