Lotta all’accattonaggio di Treviso presa ad’esempio anche da altre Regioni

ultimo aggiornamento: 19/03/2014 ore 10:51

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Manildo

Continua la lotta contro i mendicanti. Oggi a palazzo Rinaldi, le amministrazioni di Padova, Treviso e Venezia, si incontreranno per fare nuovamente il punto della situazione e discutere su che strategia adottare per rendere meno invasivo il fenomeno.

Sempre in giornata la giunta Manildo incontrerà anche i sindaci della cintura urbana di Treviso, per stendere un provvedimento unico contro l’accattonaggio.


Un progetto, nato dall’amministrazione trevigiana, che sta raccogliendo approvazioni anche fuori dal Veneto, tanto da ricevere i complimenti da parte del vice sindaco di Firenze, Dario Nardella.

Il nodo della questione sta nel distinguere tra chi chiede l’elemosina per reale bisogna e chi in forze alla malavita.

Il metodo pensato prevede di allontanare il mendicante dal territorio comunale dopo averlo identificato e compreso che esso non abbia nessun impedimento all’allontanamento, come ad esempio, problemi di saluti.


L’accattone dovrà quindi recarsi all’ambasciata italiana del suo paese originario, per dimostrare di aver abbandonato il suolo italiano e se ritornerà a Treviso o nei Comuni che aderiscono all’iniziativa, passerà dei problemi più seri.

Questa presa di posizione è «contro il racket che dirige un certo sistema di accattonaggio – spiega l’assessore di Venezia Gianfranco Bettin – per il quale non basta il foglio di via, ma serve la contestazione specifica dell’associazione per delinquere».

E così Manildo ha dichiarato come sia necessario iniziare un dialogo con il ministero dell’Interno per riconoscere una forma di reato che permetta di differenziare l’accattonaggio da chi ne è la vittima.

Redazione

[19/03/2014]

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