Caro Direttore,
mi permetto di scriverle per segnalare una situazione che, da qualche anno, sta suscitando preoccupazione in me e tra i cittadini veneziani, dato che ne abbiamo parlato: la riduzione dell’illuminazione pubblica in diverse zone del centro storico. In alcune calli e campi dei sestieri, i lampioni sembrano fare meno luce rispetto al passato, rendendo strade e spazi pubblici sensibilmente più bui, soprattutto nelle ore serali invernali.
Ci sono zone dunque, in cui l’illuminazione andrebbe assolutamente potenziata, come i Giardini Napoleonici e quelli della Biennale, ma anche l’isola di Sant’Elena. In queste zone, nelle sere d’inverno, il buio è spesso molto intenso e crea una sensazione diffusa di insicurezza.
E’ facile notare la differenza tra la via Garibaldi, molto illuminata, complici anche le luminarie, o in corrispondenza dei pontili, mentre nei vicini Giardini che si snodano da essa, dove i lampioni fanno poca luce, e si fatica quasi a vedere dove si mette i piedi. E’ un abbassamento luminoso che ormai notiamo da alcuni anni.
Per quanto riguarda i Giardini e l’isola di Sant’Elena, si tratta di aree verdi frequentate quotidianamente da residenti di ogni età, da persone che portano a passeggio i cani, da donne e ragazze che rientrano sole a casa dopo il lavoro o lo studio e nei mesi invernali fa buio presto.
Proprio per questo, un’illuminazione adeguata è fondamentale. Purtroppo, soprattutto ai Giardini, l’oscurità talvolta favorisce la presenza di senzatetto e persone in stato di ebbrezza, rendendo l’area anche meno accogliente e potenzialmente rischiosa in orario notturno.
Comprendendo le difficoltà legate ai costi energetici e alla gestione della città, credo tuttavia che la sicurezza e la qualità della vita dei residenti debbano restare una priorità. Una illuminazione adeguata non è solo un elemento di decoro urbano, ma uno strumento essenziale di prevenzione e tutela.
Spero che, attraverso il Suo giornale, questa segnalazione possa arrivare all’attenzione delle istituzioni e stimolare un intervento per ripristinare un’illuminazione più efficace in queste zone così importanti per la vita quotidiana della città.
La ringrazio per l’attenzione e le porgo cordiali saluti.
lettera firmata
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«A leggere certi commenti su Facebook sembra che il buio sia diventato una specie di esperienza mistica: c’è chi lo trova “romantico”, chi si emoziona all’idea di pestare una merda senza sapere se è canina o umana, e chi consiglia di portarsi dietro il codega, come se fossimo tornati alla Serenissima… ma quella del 1600.
La verità? Alcuni sono così felici dell’oscurità che quasi sembra gli faccia comodo: meno luce, meno possibilità che qualcuno li riconosca… soprattutto quelli che di ombre, nella vita, ne hanno consumate parecchie.
Poi certo, chiamatela poesia. Io la chiamo sicurezza, decoro e semplice buon senso.»
Se non ricordo male si stanno sperimentando in alcune zone nuove lampadine a LED molto più luminose di quelle attuali….
Prendete un “codega” !
«A leggere questa lettera non sembra proprio che qualcuno voglia “il buio per amore del verde”. Qui c’è solo una città che di sera è più buia di prima, e cittadini che devono attraversare parchi e calli senza vedere dove mettono i piedi. L’ideologia non c’entra: l’illuminazione pubblica è sicurezza, non un capriccio. Se poi qualcuno preferisce il buio per principio, che lo faccia a casa sua, non nei percorsi che usiamo tutti.»