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crisi di governo

In queste prossime ore il Parlamento è chiamato a decidere sulla sorte del Governo ma anche della governabilità del Paese. La posta in gioco è talmente alta che, proprio per tutelare gli interessi di chi rappresentiamo, non possiamo non intervenire nel merito della scelta che ognuno di voi dovrà compiere.

Nessuno può ignorare il fatto che la caduta del governo e la paralisi della attività parlamentare provocheranno immediati danni non solo alla credibilità della politica e alla tenuta delle istituzioni ma anche all’economia e all’occupazione e dunque alla coesione sociale del nostro Paese.
Già da ora si possono elencarne i costi: l’aumento dell’IVA, il mancato stanziamento delle risorse per gli ammortizzatori in deroga, la non cancellazione della seconda rata dell’IMU, il blocco dei trasferimenti ai Comuni per pagare gli arretrati alle aziende fornitrici.

E’ a rischio poi la Legge di Stabilità 2014 che doveva mettere al sicuro i conti pubblici ma anche avviare una riduzione della tassazione sul lavoro dipendente, pensioni e imprese.
Andranno in fumo anche gli sforzi per attirare investimenti stranieri mentre sarà favorita la speculazione sui titoli di Stato (e quindi più debiti da pagare nel prossimo futuro).
Tutto ciò bloccherà ogni possibile ripresa economica e ulteriori disastri sul fronte dell’occupazione.

I costi di questo disastro non saranno però pagati da chi li ha causati.
A pagarli saranno soprattutto, se non unicamente, i giovani che cercano una occupazione e che si troveranno invece più debiti da pagare, i disoccupati che, oltre a non trovare un lavoro, non potranno contare nemmeno su un sostegno sociale, le famiglie a basso reddito a cui aumenteranno le spese per vivere e le tasse da pagare, le imprese che perderanno anche la possibilità di agganciare la pur modesta ripresa che si ci attende.

In Veneto saranno cancellati nel breve gli effetti del recente accordo tra Parti Sociali e Regione per mettere in pagamento arretrati per oltre 100 milioni di euro di Cig e mobilità in deroga, si perderà l’occasione di sostenere quelle aziende le cui esportazioni hanno cominciato a risalire e ai tanti Comuni virtuosi si toglierà la speranza di liberarsi dal soffocante patto di stabilità.

Chi favorisce la crisi e la ingovernabilità del Paese deve essere cosciente di provocare un disastro sociale che nessun interesse personale, privato o di parte può giustificare.
Lo diciamo nel rispetto di ogni posizione politica e di tutti gli schieramenti partitici, ma non possiamo accettare che la irresponsabilità di qualcuno renda inutili tutti i sacrifici finora fatti, specialmente dai lavoratori e dai pensionati, per risanare i conti pubblici e rilanciare lo sviluppo.

Ecco perché ci rivolgiamo a chi come voi, ha ottenuto, seppure in via indiretta visto il sistema elettorale in vigore, la fiducia degli elettori affinché operi per impedire lo sfascio e per far prevalere in questo difficile momento gli interessi generali del Paese e del Veneto.

Emilio Viafora
Segretario Cgil Veneto

Franca Porto
Segretario Cisl Veneto

Gerardo Colamarco
Segretario Uil Veneto

[01/10/2013]

Riproduzione Riservata.

 

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