Letta in missione negli Emirati Arabi, cercansi proprietari Alitalia, Poste, ecc

ultima modifica: 03/02/2014 ore 06:07

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letta tagli e tasse

Sono nove gli accordi commerciali siglati tra Emirati Arabi e Italia. Tra questi procede con ottimismo il negoziato con Etihad per il controllo di Alitalia: «Sono molto ottimista riguardo al successo di questi accordi e pieno di speranze per l’inizio di una cooperazione strategica» dice Letta in missione.

Al mattino, intervistato da Al Arabiya, Letta aveva assicurato che «la crisi è alle spalle», ma gli è stato riferito che Giorgio Squinzi, presidente degli industriali in Italia, non condivide la previsione. Per Squinzi la crescita è troppo lenta e se il premier non ci mette più coraggio, sarà meglio tornare al voto.

Letta, vagamente infastidito, ascolta poi risponde: «Ognuno faccia bene il suo mestiere, il lavoro di Confindustria è quello di far aumentare il Pil… E i dati che noi abbiamo sulla crescita sono quelli giusti».

Il premier è arrivato negli Emirati per vendere il prodotto Italia e certo non gli fa piacere che gli emiri parlino dei problemi di casa nostra, cio’ nonostante Letta si ritiene «molto soddisfatto» per come sta andando la missione. Sta nascendo una «forte partnership strategica» grazie anche alla sintonia che lega Italia ed Emirati con il filo rosso dell’accordo tra l’Expo 2015 di Milano e l’Expo 2020 di Dubai.

L’accordo più prezioso è quello che serve a salvare la compagnia di bandiera. I giornalisti vogliono sapere quali condizioni il governo italiano porrà agli sceicchi del petrolio e Letta, senza girarci troppo attorno, avverte che l’importante è ottenere il risultato: è non far sfumare, dopo Air France, anche quella che ritiene l’ultima possibilità di salvezza: «Siamo aperti e flessibili e solo fra trenta giorni, alla fine delle negoziazioni, commenterò le condizioni».

Poi il passaggio più politico, che suona come un appello ai sindacati e non soltanto a loro: «Il governo farà la sua parte, come sono sicuro la faranno tutti coloro che hanno voce in capitolo, per un esito positivo dell’accordo. E’ una grande occasione, penso sia fondamentale che in questo momento ognuno si assuma le proprie responsabilità».

Seguiranno trenta giorni di negoziati «non stop», che Letta seguirà «con grande speranza» e le dita incrociate, perché nessuno si azzardi a compromettere in patria «l’esito positivo» delle trattative. Tutto ciò tenendo sullo sfondo le ultime promozioni in offerta dei pacchetti-Italia: da Poste a Enav, da Sace a Fincantieri.

Paolo Pradolin

[03/02/2014]

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