Legge di Stabilità 2014: non piace a molti

ultimo aggiornamento: 20/10/2013 ore 10:59

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milioni di euro

La Legge di Stabilità non soddisfa buona parte del governo e delle categorie ma viene difesa dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha affermato la necessità di operare scelte “responsabili”.

“La questione non è tanto di vedere quanto si sia stanziato, o se si dovesse o potesse stanziare di più – ha detto Napolitano riferendosi alle misure per ridurre il prelievo fiscale su imprese e lavoro. “Il problema – ha aggiunto – è di vedere nell’insieme su quali risorse possiamo contare seriamente senza inventarci delle coperture fasulle”.


La manovra ha fatto storcere il naso a molti, a cominciare dal viceministro all’Economia Stefano Fassina, a cui il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato ha risposto oggi: “Non si poteva fare di più”.

Non sono però d’accordo Abi, Alleanza delle Cooperative, Ania, Confindustria, Rete Imprese Italia che in una nota affermano che ”La legge di stabilità deve avere misure più consistenti per la ripresa”. ”Manca – continua la nota – una rapida e decisa azione di tagli alla spesa pubblica”; chiedono ”una riduzione più incisiva del cuneo fiscale e costo del lavoro”.

Il deputato democratico Yoram Gutgeld, area renziana, propone di concentrare le risorse destinate all’aumento delle detrazioni Irpef sui redditi più bassi, sotto i 25mila euro: “Viste le limitate risorse disponibili nella legge di stabilità – ha detto Gutgeld – occorre prestare particolare attenzione alle fasce deboli, in particolare limitare la platea dei beneficiari della riduzione dell’Irpef a chi guadagna meno di 25.000 euro lordi, e assicurare che chi era già esentato dall’Imu non paghi la Tasi”.


A tranquillizzare gli animi ci prova Napolitano, sostenendo che “Abbiamo superato momenti molto più complessi, e supereremo anche questo momento di crisi. Occorre ricostruire un clima di fiducia. Tutte le forze sociali, culturali, politiche del Paese sappiano di avere il dovere di dare fiducia, in un’Italia che torni a crescere nel Nord e nel Sud, perché, se crescesse solo al Nord, il Paese non andrebbe troppo avanti”.

Lunedì mattina i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti si incontreranno per fare il punto sul ddl stabilità e valutare le possibili iniziative a sostegno delle richieste di modifica del provvedimento in Parlamento.

Giorgia Pradolin

[18/10/2013]

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