Le barche veneziane si impossessano della laguna per dire No alle Grandi Navi

ultima modifica: 22/09/2014 ore 06:40

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no grandi navi

“No ai barbari” e “La laguna è nostra”. Accanto al ‘classico’ «No Grandi Navi», altri messaggi più creativi: «Venezia affonda. Roma asseconda», «Progetti meno Contorti. Meno Criminali», «No scavo Grandi Canali. I soldi ai servizi sociali»

Questi gli slogan scritti e gridati da un migliaio di manifestanti che ieri hanno sfilato imbarcati in oltre 150 barche private (molti però partecipavano e esprimevano solidarietà dalle rive) contro le “violenze” alla laguna (leggasi: grandi navi e scavo del canale Contorta).

La festosa carovana è partita da Punta della Dogana, ha attraversato il Canale della Giudecca e si è diretta poi verso Sant’Angelo della Polvere, l’isola che sorge sul Canale Contorta. Un corteo fatto da imbarcazioni di tutti i tipi, dai più tradizionali ai più moderni: scioponi, kayak, tope, sampierotte, cofani e via dicendo.

L’evento si è svolto in maniera molto pacifica, com’era nelle intenzioni degli organizzatori, tanto che le barche erano addobbate con palloncini colorati, c’era la musica e un programma che non intralciasse le navi da crociera in partenza.
Gli organizzatori si sono detti soddisfatti, hanno parlato di “risposta significativa” della cittadinanza, anche è stata notata “la presenza solo di alcune società di voga, mentre il mondo delle remiere ha risposto poco”.

Luca Calloni

22/09/2014

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