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sabato 18 Settembre 2021

LAURA BOLDRINI ALLA CAMERA, PIERO GRASSO AL SENATO | Con l'aiuto di qualche M5S

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Laura Boldrini alla guida della Camera e Piero Grasso al vertice del Senato. La definizione delle due cariche prende forma definitivamente alle 16, quando si capisce che può farcela anche il candidato di Pierluigi Bersani per la presidenza di Palazzo Madama. I due ruoli più importanti del Parlamento, dunque, sono finiti alla sinistra.
Così, una volta eletta per il vertice della Camera la paladina dei diritti umani Laura Boldrini (funzionaria dell'Unhcr impegnata sul fronte dei rifugiati, candidata nelle liste di Sel), l'attenzione è rivolta al terzo piano di palazzo Madama dove sono riuniti i montiani e i grillini, ai cuivoti sono appese le sorti della coalizione di Bersani. Al Senato la partita a scacchi è molto più complicata.
Nella riunione dei 53 senatori grillini la tensione è molto alta, si discute animatamente. Non passa la linea del capogruppo, Vito Crimi, che avrebbe preferito la scheda annullata. C'è il pericolo che il «non voto» faccia prevalere il presidente uscente Renato Schifani (Pdl) sull'ex procuratore nazionale Antimafia Grasso (Pd).
Alla fine l'Assemblea vota al ballottaggio secondo le previsioni. Per l'ex magistrato si schierano 137 senatori: 109 del Pd, 7 di Sel e 9 delle Autonomie, che in totale fanno 125. Ai quali però si aggiungono 12 esterni alla coalizione presumibilmente in arrivo dal M5S. Però Grasso ce l'avrebbe fatta anche se il «soccorso rosso» grillino si fosse limitato a votare scheda bianca. Renato Schifani, infatti, non va oltre i 117 voti e fa il pieno dei suoi (98 Pdl, 17 Lega più 1 del Grande Sud e 1 delle Autonomie). Le bianche sono 52, le nulle 9. A conti fatti mancanzo 13 voti allo schieramento del «non voto».
Alla fine, tutto il Senato (anche il Pdl, da Silvio Berlusconi ad Antonio Razzi) saluta con un lungo applauso Piero Grasso che riceve il passaggio delle consegne da Colombo e il saluto dal concittadino Schifani.
Alla Camera l'aula, presieduta da Antonio Leone (Pdl), ha accolto l'elezione di Laura Boldrini con una vera standing ovation: tutti i deputati in piedi, tranne quelli del Pdl, per salutare la terza donna che arriva a ricoprire la terza carica dello Stato.

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