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La suora che ha partorito non sapeva di essere incinta. Il bambino sta bene, pesa 3 kg e mezzo

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bambino nato dalla suora reparto neonati

Suor E., la suora che ha partorito all’ospedale San Camillo de Lellis non sapeva di essere incinta: «Non sapevo di aspettare un bambino, avevo solo un forte mal di pancia», rispondeva lei a chi, con delicatezza, le diceva come stavano le cose.

La notizia si è diffusa in tarda mattinata: «Il bimbo sta benissimo, è bello paffuto. Pesa tre chili e mezzo!», volava veloce di bocca in bocca. Dal sapore vagamente bocaccesco, era comunque una lieta novella, tutto si è concluso bene. E poi i bimbi sono un dono del Signore.

Nei bar, nei negozi dello «struscio» di via Roma, negli uffici del Comune, nelle scuole, nelle case, ovunque per qualche ora non s’è parlato d’altro. E la notizia ad ogni ‘passaggio’ si arricchiva di ulteriori dettagli: “La suora ha 32 anni”, “E’ arrivata al pronto soccorso con la tonaca!”.

Con l’arrivo del tramonto, è stato il direttore sanitario Pasquale Carducci a dare la conferma ufficiale: «La donna ha avuto un parto naturale ed è ricoverata qui. Le sue condizioni e quelle del figlio, che ha deciso di chiamare Francesco, sono buone».

La suora che ha partorito ha subito fatto sapere di voler tenere il bambino e di non gradire visite. Proveniente da San Salvador, vive da molti anni nel convento reatino di Campomoro, dove le Piccole Discepole di Gesù gestiscono una casa di riposo per anziani. La corsa in sala parto risale a tre giorni fa. «Non ci ha detto nulla — ha raccontato una consorella, tenendo gli occhi bassi — ultimamente avevamo notato che era ingrassata, ma si era chiusa anche con noi».

Che fosse in dolce attesa i sanitari del 118 lo hanno intuito al volo: La religiosa lamentava violenti dolori addominali, piangeva e ansimava. Erano semplicemente doglie.

Intanto, nel reparto di Ostetricia, le altre madri solidarizzavano. Già dal primo giorno è partita una colletta per regalare tutine, pannolini e biberon al piccolo.

Ma chi è il padre del piccolo nato dalla suora? È una domanda tabù, in tutta Rieti e provincia, dove da ieri non si fa che ripetere «figlio dello Spirito Santo», della «nuova Madonna» e della «monaca venuta non da Monza ma dall’altro lato dell’oceano».

Suor E., ora non avrà alternativa all’abbandono della vita religiosa, lo ha confermato il vescovo di Rieti, dopo una giornata fitta fitta di consultazioni.

Paolo Pradolin

[18/01/2014]

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  1. rispetto e discrezione per questa persona che prima di essere suora é una donna come tutte le altre, e che non va trattata come un essere venuto da un altro mondo, quindi discrezione e massimo rispetto e gli si lasci crescere il bambino senza pressioni di sorta. Più tosto si cerchi di individuare il padre del bimbo se é in Italia e lo si obblighi a farsi carico economicamente del futuro del piccolo, e non si lasci sola quella donna che ora avrà il suo bel da fare sia a tener testa ai commenti dei ben pensanti e sia per problemi economici, più tosto chi ha la possibilità gli offra un posto di lavoro, che gli consentirà di crescere il figlio dignitosamente e senza umiliazioni, si perché conosciamo fin troppo bene quanto é pelosa la carità umana.

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