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La mummia che apre gli occhi, miracolo a Palermo

Storie strane se ne sentono continuamente, soprattutto d’estate, complice il bisogno di novità curiose per interrompere le calde e lunghe giornate, questa è una delle più strane, e sta correndo di testimonianza in testimonianza.
C’è la mummia che apre gli occhi, miracolo a Palermo?

Qualcuno ha parlato di “miracolo”, qualcun’altro parla di fenomeno soprannaturale, ma la spiegazione, com’è ovvio, è molto più semplice.

La mummia che apre gli occhi di Palermo si chiama Rosalia, ed è una piccola mummia delle catacombe dei padri cappuccini della città.
“Apre e chiude gli occhi” si continua a sentire in giro, tanto che, dopo giorni di silenzio, i cappuccini hanno sentito il bisogno di chiarire che non c’è alcun mistero di smentire la notizia.

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La mummia che apre e chiude gli occhi altro non è che “Un’illusione ottica prodotta dalla luce che filtra dalle finestre laterali, e che durante il giorno è soggetta a cambiamenti”.
Questa la spiegazione tecnica di Dario Piombino-Mascali, conservatore del sito nel quale sono custodite oltre tremila mummie.

Rosalia è la mummia più studiata e visitata di tutte. “Alla mummia – aggiunge Piombino-Mascali – è stata cambiata posizione. Prima era inclinata grazie a un supporto ligneo. Adesso, nella nuova vetrina, è in posizione orizzontale. Si osserva quindi, meglio che in passato, che le palpebre non sono totalmente chiuse, né lo sono mai state. Il fenomeno non è da imputarsi all’umidità. La vetrina espositiva è concepita, infatti, per bloccare qualsiasi forma di vita batterica”.

La mummia che apre gli occhi non è quindi un miracolo avvenuto a Palermo, nè oggetto di alcuna manifestazione soprannaturale, e la spiegazione è divenuta necessaria per fermare eventuali “speculazioni e attenzioni morbose” visto che la notizia cominciava a circolare con un po’ troppa insistenza, soprattutto nei siti locali.

Miracolo smentito, quindi, pur sapendo che qualcuno rifiuterà la spiegazione, rimanendo attaccato alla sua idea, più affascinante e magica.

Paolo Pradolin

[19/06/2014]

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