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domenica 28 Novembre 2021

La morte di Sinopoli: il pestaggio brutale di Mestre, il coma, poi il decesso

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ospedale dell'angelo mestre zelarino

Anna Sinopoli non si sa dare pace. Ieri mattina, all’alba, poco prima delle 6, suo fratello Gabriele se n’è andato nel sonno, dopo essere stato ricoverato il 20 marzo scorso in seguito all’ennesimo attacco epilettico che l’ha mandato in coma.

Gabriele Sinopoli, 64 anni, di Mestre, era il fratello del compianto Giuseppe, direttore d’orchestra di fama mondiale. La notorietà del povero Gabriele, però, non gli è derivata dall’ambito musicale, bensì per esser stato vittima di una brutale aggressione (di cui riferivamo all’epoca qui ).

L’uomo, la notte del 2 settembre del 2012, sotto casa sua in via Verdi, a due passi da piazza Ferretto, aveva suonato il clacson per far spostare dei ragazzi che ostruivano il suo rientro a casa. I teppisti, reduci da una festa, si erano arrabbiati e ne era nata una lite, finita in tragedia per i pugni in testa a Sinopoli. La vittima era andata in coma, e poi anche crisi epilettich avevano reso instabile il decorso della malattia, fino all’esito fatale.

La Procura e le forze dell’ordine erano stati rapidi nell’indagine, così sotto accusa sono finiti nel giro di pochi giorni: il 25enne Giuseppe De Simone, il 31enne Marco Seibessi, il 28enne Sebastian Troiani, il 20enne Antonio Marigliano, il 26enne Andrea Campagna, e il 31enne Giuseppe Bartolo, l’unico di Zelarino e non di Marghera come gli altri.

Gli avvocati Giorgio Pietramala, Stefania Pattarello e Nicoletta Capri avevano intavolato con il pm Stefano Buccini, titolare dell’indagine, una trattativa per arrivare a un patteggiamento, ora però la morte della vittima cambia le cose.
La salma è a disposizione del magistrato e domani il pm Buccini disporrà l’autopsia.

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