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LA LEGA VA IN PEZZI | Pugni e spintoni al consiglio nazionale

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Immaginiamo la scena con gli occhi di un turista che non conosce la politica nostrana e capita per coincidenza nei pressi di Noventa Padovana, dove si sta tenendo il consiglio nazionale della Lega Nord, un vertice finito in rissa. Il veronese Bragantini avrebbe colpito l'ex segretario provinciale di Venezia Pizzolato, che caduto a terra sarebbe stato portato all'ospedale per trauma cranico. Fatto poi smentito mentre Tosi sarebbe riuscito ad andarsene scortato dai carabinieri.
Il dissenso dei militanti della Lega (contro purghe ed espulsioni) sarebbe cominciato con leghisti con grossi cerotti sulla bocca. Un silenzio che è durato poco: facce stravolte dalla rabbia, spinte, uomini che si agguantano per il bavero, con i carabinieriche tentano di separare tutti. In questo marasma Paolo Pizzolato, il segretario commissariato di Venezia, di lì a poco finirà  in ospedale. A detta di qualcuno per «trauma cranico». A farlo cadere sarebbe stato un cazzotto di Matteo Bragantini, vicecapogruppo alla Camera. Che però dice: «Sono stato io ad essere stato aggredito». In ogni caso, di schiaffoni e spintoni ce ne sarebbero stati diversi. Il segretario veneto Flavio Tosi, esce ma costretto a scavalcare un cancelletto circondato dalle forze dell'ordine per evitare il contatto con gli esponenti in tumulto del suo stesso partito che urlano: «Fuori i fascisti dalla Lega», «Tosi sei finito».

Ma da dove sarebbe nato il dissenso? È successo che il consiglio veneto abbia chiesto l'espulsione per 35 militanti. Alcuni sono tra i contestatori di Pontida, altri si sono scagliati contro il nuovo corso del movimento sui social network. Qualcuno, addirittura, in campagna elettorale ha annunciato il suo voto per altri partiti. Secondo Tosi, «oggi è stata eseguita un'operazione di ripristino delle regole che andava fatta». Per Roberto Maroni, in tour elettorale in Friuli, «c'è tanta gente nella Lega che ha voglia di fare e qualcuno, pochissimi, che vuole disfare e questi sono accompagnati fuori. Il mondo è grande, vadano a fare quello che vogliono».
Il più amareggiato di tutti sembra il governatore Luca Zaia, che esce tra i primi dalla riunione: «Ho fatto presente che c'era una gradualità  di opzioni: dal richiamo, alla lettera, fino all'espulsione. Ho invitato il consiglio ad accogliere questa mia proposta, ma ciò non è accaduto». Il governatore avrebbe anche sapientemente rivolto un richiamo al senso di responsabilità : «A tutti coloro che credono ancora ai valori della Lega per porre fine a questa indecorosa pagina di storia che stiamo scrivendo».
Nello stesso giorno il segretario di Treviso, Giorgio Granello (uomo vicino a Tosi) dà  le proprie simissioni “irrevocabili”: è stato sfiduciato dal suo direttivo. E così, Treviso si aggiunge alle già  commissariate Venezia, Veneto Orientale e Vicenza.
Nello sfondo Umberto Bossi che, smentendo a giorni alterni, si starebbe muovendo per rifondare una “Nuova Lega”.

Paolo Pradolin
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[14/04/2013]


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