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martedì 27 Luglio 2021

‘La Juventus ruba’, i soliti luoghi comuni che fanno male al calcio

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A volte pare che la tifoseria contraria non aspetti altro per affermare il solito luogo comune: ‘la Juventus ruba’, e la metà Italia che non è bianconera sembra crogiolarsi nell’idea.

“la Juventus è aiutata dagli arbitri”, un vecchio ritornello che parte ogni volta che succede qualcosa di ‘poco chiaro’ in area di rigore bianconera o degli avversari.

Ma le tesi complottisctiche vanno respinte sempre e con forza. L’errore umano ci può sempre stare ovunque, figurarsi nell’operato di un arbitro chiamato a decidere in una frazione di secondo con tutti i condizionamenti psicologici reconditi o indotti che gli filtrano la testa (perchè ce ne sono, è inutile negarlo).

Il derby numero 138 (in serie A) tra Juventus e Torino lascia l’ulteriore strascico, anche se qualche protagonista cerca di sminuire con l’ironia: Giampiero Ventura, per sottolineare che mancava il rigore di Pirlo su El : «Con la Juventus siamo sfortunati».

Antonio Conte onestamente ammetteva: «Il rigore c’era», i detrattori rispondono: «tanto che cambia? Il risultato quello rimane».

C’era un rigore (e questo è certo), probabilmente un secondo giallo a Vidal, se non per il fallo di mano (interpretazioni difformi), per l’intervento su Darmian (infatti Conte, subito dopo, sostituisce il Guerriero). Nicola Rizzoli non ha avuto un arbitraggio fortunato, ma non è stato il solo fischietto «sfortunato» nell’ultima giornata della serie A. Perchè puntare il dito sempre sulle solite accuse? Ma c’è davvero qualcuno che può parlare a ragion veduta di “complotto”? No, mai emersa una prova di ciò in tanti anni. E allora finiamola.

Interviene anche il designatore arbitrale Stefano Braschi, intercettato da SportMediaset: «Il rigore? In campo non si poteva vedere, lo stesso Ventura se n’è accorto soltanto dalle riprese a fine gara. Si è avuta la certezza del rigore solo da un’angolazione. Rizzoli era messo bene in campo, così come l’arbitro di porta Calvarese. La tv può aiutare solo in occasione del gol-non gol oppure quando un fallo è commesso fuori o dentro area. Poi, sul campo, in tutte le altre occasioni, decide l’arbitro. Che certe situazioni non le può vedere. Vogliamo che il calcio sia degli uomini o della tv?».

Se fosse ‘dagli uomini che possono anche guardare la tv’ potrebbero finire, però, tutte le polemiche.

Roberto Dal Maschio

[25/02/2014]

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