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L’Inter non vuole andare in Europa, Mazzarri esente da colpe?

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mazzarri inter in crisi in panchina

Le vittorie contro Torino (9 marzo) e Verona (15 marzo) sembravano aver chiuso il momento di crisi, con l’Inter che si avviava alla conquista di un posto in Europa League. Invece di nuovo brusca frenata, accompagnata da una preoccupante involuzione nel gioco e nelle idee: sconfitta con l’Atalanta e pareggio senza gol con l’Udinese a San Siro; rimonta del Livorno, che stava sotto di due gol.

L’Inter proprio con il posticipo di lunedì apre inquietanti interrogativi sul presente e sul futuro. Sabato c’è il Bologna, quart’ultimo, poi arriveranno avversari più forti: Sampdoria e Parma in trasferta; il Napoli e la Lazio a San Siro, con in mezzo il derby, prima di chiudere in casa del Chievo.

Pur con tutta la simpatia per Mazzarri, a questo punto è difficile pensare che ci sia qualcuno senza colpe.

Una delle caratteristiche del tecnico è sempre stata quella di costruire squadre ben strutturate e aggressive, magari non geniali, ma forti di gamba e di testa. Invece l’Inter, salvo rare eccezioni, ha sempre faticato, soprattutto con gli avversari che si chiudono; la squadra ha ritmi troppo lenti, ha un unico tema di gioco, i giocatori, che pure non hanno avuto le coppe, corrono poco e male; gli errori (clamoroso quello di Livorno sul gol dell’1-2, forse più grave del retropassaggio di Guarin) si sommano agli errori.

L’Inter, da Trieste in poi, ha buttato via punti in quantità industriale e si sono sempre trovate una scusa, un alibi, una giustificazione, perché nessuno si offendesse. Da Carrizo contro il Torino ad Handanovic con il Parma al retropassaggio di Guarin con il Livorno se ne sono viste di tutti i colori. Comprese le scelte di Mazzarri lunedì, e questo secondo noi non fa bene alla produttività.

Ripetere che è «un’annata così» serve solo a fornire alibi ad una squadra che, invece, dovrebbe prendersi le proprie responsabilità: a Livorno il livello del gioco è stato pessimo come ha visto anche Mazzarri viste le sue espressioni in panchina.

E’ possibile che con questi risultati non si senta in discussione? Possibile che ormai a questo punto non gli venga di mandare qualche giocatore che lo merita in tribuna (neanche in panchina, in tribuna!) come faceva Mourinho quando era il caso? E i nomi erano ben più eccellenti!

Roberto Dal Maschio

[02/04/2014]

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