La crisi colpisce duro: 400mila lavoratori autonomi hanno perso il lavoro negli ultimi 5 anni

ultimo aggiornamento: 10/11/2013 ore 11:11

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falegname artigiano officina vuota senza lavoro

Lo dimostrano i dati: la crisi ha colpito duro gli artigiani che nel giro di 5 anni, dal 2008 al giugno 2013, hanno chiuso le loro attività.

Il problema, come rilevato da Giuseppe Bortolussi, segretario Cgia, è che i lavoratori indipendenti una volta che sono costretti a chiudere i battenti non dispongono di nessuna misura di sostegno al reddito, come invece accade ai dipendenti. «Le partite Iva – ha spiegato Bortolussi – non usufruiscono dell’indennità di disoccupazione, di nessuna forma di cassa integrazione o di mobilità lunga o corta».


E a subirne le conseguenze maggiori sono stati gli artigiani, i commercianti e gli agricoltori: in un lustro hanno avuto una contrazione del quasi 10%. Un effetto domino che ha colpito anche i collaboratori familiari, con un -19,4%, e quelli occasionali o a progetto con un assunzione del -12%. Non va meglio di certo agli imprenditori con un -12,9%.
A sorridere per il “+” davanti alle percentuali, invece, i soci delle cooperative (+6,2%) e i liberi professionisti con +10,7%.

Ben presto spiegato dalla voce di Bertolussi questi dati positivi: «la tendenza positiva fatta segnare dai liberi professionisti potrebbe essere riconducibile sia all’aumento del numero di coloro che hanno deciso di mettersi in proprio non avendo nessun’altra alternativa per entrare nel mercato del lavoro, sia all’ incremento delle cosiddette false partite Iva. In riferimento a quest’ultimo caso, ci si riferisce, ad esempio, a quei giovani che in questi ultimi anni hanno prestato la propria attività come veri e propri lavoratori subordinati, nonostante fossero a tutti gli effetti dei lavoratori autonomi».

Sara Prian


[10/11/2013]

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