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L'affare Kakà  è saltato, e la cosa ironica è che è saltato proprio sul più bello, quando mancava un niente al traguardo. Che ironia: Kakà  aveva accettato persino un taglio sostanzioso al suo stipendio pur di allontanarsi da Mourinho che non gli sta esattamente simpatico.
Invece Kakà  non verrà  al Milan. E' saltato tutto.
Alle sette della sera, Adriano Galliani con la faccia da funerale rivela l'amara verità : «Il giocatore ha fatto tutti gli sforzi possibili e immaginabili, ma la trattativa è saltata per problemi legati allafiscalità ». Che cosa significa?
Il brasiliano si era convinto ad accettare un contratto da 6 milioni di euro a stagione, contro i 25 che attualmente guadagna al Real Madrid. Tutto era pronto, c'era l'intesa con Gaetano Paolillo, il vecchio manager italiano del fuoriclasse di San Paolo e con l'ingegner Bosco, papà  e vero procuratore del figlio.
Alle sette di sera, invece, un fulmine a ciel sereno: i commercialisti consulenti finanziari convocati al Bernabeu da Florentino Perez hanno bocciato l'operazione.
Kakà  non può andare in prestito al Milan perché questa 'cessione gratuita' assomiglia troppo ad una cessione mascherata e il fisco spagnolo non 'perdonerebbe' il Real per l'improvviso mancato gettito e, verosimilmente, passerebbe tutti i suoi conti al setaccio.
E siccome le brutte notizie non vengono mai sole, si complica anche l'affare che riguarda Balotelli.
Il Manchester City non pretende più 37 milioni, ma non scende sotto i 28 e non vuole neanche sentir parlare di prestito gratuito.

Roberto Dal Maschio
[redazione@lavocedivenezia.it]

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[22/01/2013]


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