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sabato 31 Luglio 2021

Juventus vince, ma Conte ha un diavolo per Capello

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conte juventus arrabbiato grida ai giocatori

La Juventus vince, non ha proprio paura di nessuno, come, d’altronde, il suo allenatore. I bianconeri rispondono a tutti: a chi pensava ad una squadra entrata in crisi, a chi tra il pubblici ha fischiato Giovinco, a chi (ex allenatore) si permette di criticarla.

La 12ª vittoria interna (su 12) con 36 gol segnati allo Stadium, mostra un rendimento casalingo da record, ma non spiega l’accanimento sfogato dai tifosi su Sebastian Giovinco. Al di là del giudizio sulla prestazione, sicuramente il ragazzo della banlieu non è stato a pettinare l’erba. Quindi è buona e giusta la reazione di Antonio Conte che lo abbraccia, lo trascina in panchina (lui voleva andarsene) e urla: «Qui, devi stare qui». E poi, rivolto alla folla: «Vergognatevi».

La Juventus vince, ma Conte ha un diavolo per Capello. Don Fabio è sotto accusa per le dichiarazioni con cui aveva spiegato l’insuccesso della Juventus in Champions con la «scarsa competitività del campionato italiano, con l’assenza di avversari», argomento che manda in fibrillazione il tecnico salentino perché tende a sminuire il percorso bianconero.

Conte arriva a dire: «La Juventus di Capello me la ricordo perché le sono stati revocati due scudetti. Non me la ricordo per il gioco. Io mi ricordo la Juve di Trapattoni e di Lippi, non quella di Capello. Non mi ha impressionato, pur avendo dei campioni a disposizione non ha lasciato il segno. E poi, lui, con quell’armata, è uscito nei quarti di finale, quindi mi guarderei bene dal dire fesserie. Quando parla un guru del calcio dobbiamo stare zitti, inchinarci e fare le riverenze. Ma ora il guru non c’è e a quanto pare giochiamo un torneo amatoriale e allora l’anno prossimo chiederò al mio presidente di iscrivermi alla Premier League».

A ogni passaggio televisivo, per regalare a tutti un picco di audience, Conte aggiunge un carico: «Altri grandi ex bianconeri, come Lippi e Trapattoni sono sempre educati e rispettosi del lavoro dei colleghi. Capello guardi a casa sua e pensi a fare un buon lavoro per i Mondiali. I maestri che non conoscono le situazioni altrui, dovrebbero pensare a casa loro dove c’è più puzza che in casa degli altri».

In campo la sesta rete di Llorente chiude la pratica della partita. Ma il vero show, con Conte protagonista, stava per cominciare.

Roberto Dal Maschio

[17/02/2014]

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