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sabato 18 Settembre 2021

Jess Walter: ‘Ricchezza e possesso non sono vere aspirazioni’. Nostra intervista

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libro jess walter l'odore dolce dei ricordi

Un romanzo pieno di sentimento, umorismo, sorrisi, vita vera e vita cinematografica. Questo è L’odore dolce dei ricordi, dello scrittore Jess Walter, bestseller in USA, appena pubblicato in Italia dall’editore Cavallo di Ferro, che prossimamente sarà un film diretto da Todd Field, regista plurinominato agli Oscar.

Il libro si dipana tra varie epoche, iniziando nel 1962 a Porto Vergogna, una piccola località balneare a picco sul mare della Riviera Ligure. Qui Pasquale Tursi, il giovane proprietario dell’unica pensione presente nella zona, si trova a ospitare un’attrice americana, Dee Moray, catapultata nel borgo direttamente dal set del kolossal Cleopatra le cui riprese sono in corso nella Capitale.

Il giovane si innamora subito della ragazza, ma il suo essere impacciato e la difficoltà con la lingua lo trattengono dal dichiararsi. Cinquanta anni dopo, Pasquale si reca a Hollywood alla ricerca di Dee, mentre, sullo sfondo, si intrecciano altre vite in un panorama di personaggi irresistibili.
Amore e successo, sincerità e apparenza sono gli elementi centrali nel romanzo di Walter, sui quali pende, come una spada di Damocle, il destino.

Passato e presente si intrecciano, lasciando immaginare il futuro a un lettore, ormai completamente coinvolto dalle vicende narrate, come un voyeur invitato ad assistere alla folle e strana danza che è la vita.

L’odore dolce dei ricordi è uno di quei romanzi che lasciano il segno, che lasciano nel lettore qualcosa di più di un paio d’ore o un paio di giorni passati a scorrere le pagine. Il romanzo ti lascia il gusto delle emozioni, ti lascia degli amici, perché è in quello che i personaggi si trasformano agli occhi del lettore, ti lascia la voglia di tenere il libro lì sul comodino anche dopo che averlo concluso, per riassaporare quelle sensazioni che Jess Walter riesce a darci dosando impeccabilmente i tempi, gli spazi e le storie.

Abbiamo avuto la fortuna di poter fare qualche domanda all’autore, che ci ha raccontato la genesi del libro, la sua futura trasposizione cinematografica e la sua particolare visione del destino, del passato e del futuro sempre così incerto.

È stata casuale o voluta la scelta di ambientare il romanzo, L’odore dolce dei ricordi, durante il Boom economico dell’Italia?
La mia scelta di ambientare la prima parte del libro nel 1962 è stata casuale. Volevo scrivere sulla zona delle Cinque Terre prima che diventasse così popolare con il turismo americano, e stavo scrivendo di un personaggio dell’età di mia madre, così ho scelto l’inizio degli anni Sessanta. Spesso le mie ricerche mi spingono verso una determinata direzione e il romanzo verte su qualsiasi cosa io sia alla ricerca in quel momento. Quindi mentre stavo facendo delle ricerche sull’Italia degli anni Sessanta, sono incappato sulle riprese di Cleopatra, rimanendo nel contempo irretito dall’ottimismo dell’epoca del Boom, in specie se paragonata alle basse aspettative dei giovani d’oggi.

Com’è stato il passaggio dal libro alla prima bozza della sceneggiatura?
È stato un processo corposo. Ho scritto la sceneggiatura con il regista Todd Field ed eravamo entrambi d’accordo su quali erano le caratteristiche del libro che il film avrebbe dovuto necessariamente mantenere – humour, romanticismo, culto della celebrità e della ricchezza nell’Italia degli anni Sessanta. Il libro gioca con l’idea dei sogni e del romantico ed espone idee profonde sul connubio amore & ambizione. Si può essere ancora più precisi con la trasposizione in immagini, però a volte c’è il rischio di perdere di vista lo scopo del romanzo. Ad ogni modo, credo che se il film verrà fatto sarà amato dalle stesse persone che hanno amato il libro.

Conosceva già Todd Field?
Avevo già parlato con Todd riguardo all’adattamento di un mio romanzo precedente, Senza passato, ma il progetto poi non è andato in porto e non ci siamo mai incontrati. È poi venuto fuori che sua moglie è una grande fan dei miei libri e, a quanto pare, ha messo letteralmente a sedere Todd imponendogli di leggere L’odore dolce dei ricordi. Mi ha chiamato appena lo ha finito. Avendo poi lavorato con lui, non riesco a pensare a un complimento migliore da dire che quello che Todd Field ha l’anima di un romanziere.

Qual è la differenza tra lo show business di un tempo e quello attuale?
Penso ci siano parecchie differenze. Lo show business ora è più vasto e ancora più diffuso. Credo che la tesi generale del libro sia vera, che il film Cleopatra abbia segnato un cambiamento culturale, secondo cui non c’è più nessuna differenza tra il diventare famoso per aver fatto qualcosa di grande e il diventare famoso per aver fatto qualcosa di scandaloso. Inoltre credo che la cultura della celebrità stia radicandosi a tal punto da far sì che tutti viviamo come piccole star, comportandoci come fossimo degli agenti di noi stessi, basti pensare a come gestiamo la nostra immagine on line attraverso gli accounts Facebook, Twitter e Istagram. I nostri 15 minuti di celebrità sono adesso sotto forma di 15 gigabytes o sono fatti da 1500 followers.

La storia di Richard Burton raccontata nel libro è del tutto inventata o ispirata a qualche particolare fonte?
Il contesto in cui si muove il personaggio Richard Burton, nel romanzo, è basato sulla sua reale esistenza, a eccezione, naturalmente, della sua relazione con Dee, che invece è inventata sebbene verosimile (Burton era un rinomato Don Giovanni, si credeva fosse andato a letto con ogni sua partner, tranne una). Richard Burton ha avuto, di certo, una bellissima giovane fidanzata bionda sul set di Cleopatra che è stata allontanata una volta che la relazione tra lui e Liz Taylor è esplosa sui giornali.

Il libro parla di destino. Quanto pensa che influenzi le nostre vite?
Concordo con la massima di Eraclito che “il carattere è destino”. Pasquale, Dee, Alvis, Claire, ciascuno di loro è la creazione di se stesso in qualche modo, le loro storie sono direttamente collegate ai loro desideri e alle loro ambizioni. Il destino ha senso solo in un romanzo, o guardando indietro a una vita, quando puoi costruire un racconto al di fuori della casualità e delle cose improbabili, cose che poi effettivamente accadono.

Quanto è importante il passato nel definire le nostre vite?
Siamo forgiati dal nostro passato – le nostre relazioni, i nostri successi, i nostri sogni – sono tutti elementi del passato. Eppure siamo schiacciati tra il nostro passato che ci perseguita e la nostra paura e desiderio del futuro. Tra questi due momenti c’è il presente, che, come diceva Milan Kundera, è elusivo e straziante. “La tristezza della vita è tutta qui”.

Al giorno d’oggi, sembra che molti giovani e adulti siano costretti ad abbandonare le proprie aspirazioni, come accade ad alcuni personaggi del suo libro. Cosa pensa di ciò e ha qualche consiglio da dare a chi si trova in questa situazione?
Credo che la percezione che i giovani, in particolare, stiano affrontando un futuro dalle possibilità ridotte sia reale. Non sono un economista, ma penso che ci sia qualcosa di vero nell’idea che risorse e ricchezza siano state esaurite dalle generazioni precedenti. Ma la ricchezza e il possesso non sono realmente delle aspirazioni, né sogni o ambizioni. Ci sono grandi canzoni ancora da scrivere, grandi escursioni da compiere, grandi quadri da realizzare, grandi storie d’amore ancora da vivere.
Non vedo alcun esaurimento in queste le cose, che sono quelle che fanno meravigliosa una vita.

Sara Prian

[14/12/2013]

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