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Iran si prepara alla guerra dopo ultime dichiarazioni Trump

I colloqui tra Stati Uniti e Iran stentano a decollare, mentre Teheran si prepara a una possibile escalation militare.

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Le relazioni tra Stati Uniti e Iran continuano a essere caratterizzate da forti tensioni, con i negoziati in stallo e una crescente inquietudine sulla possibilità di un nuovo conflitto. Il presidente americano Donald Trump ha recentemente chiarito di non avere fiducia nella proposta iraniana per un accordo di pace, affermando che “forse staremmo meglio se non si facesse un accordo”. Le parole di Trump evidenziano una posizione critica nei confronti di Teheran, che nel frattempo investe nella preparazione a una potenziale escalation militare.

Kazem Gharibabadi, viceministro degli Esteri iraniano, ha dichiarato che la palla è ora nel campo degli Stati Uniti, i quali devono decidere se proseguire sulla via della diplomazia oppure adottare un approccio più aggressivo. La situazione si complica ulteriormente con la nuova bozza di accordo presentata dall’Iran al mediatore Pakistan, la quale non ha però ricevuto il via libera da Washington.

L’Iran si trova in una posizione delicata, pronto a esplorare entrambe le strade: quella diplomatica e quella militare. Mohammad Jafar Asadi, ufficiale del comando militare iraniano, ha però sottolineato che la ripresa del conflitto con gli Stati Uniti è “probabile”, citando il mancato rispetto da parte di Washington degli accordi precedenti. In questo contesto, si sono registrate attività significative per il dissotterramento di equipaggiamenti militari, in vista di possibili attacchi israeliani o americani.

La proposta iraniana, che ha trovato resistenza nell’amministrazione Trump, include misure mirate a garantire la sicurezza nella regione. Tra i punti salienti vi è la richiesta di riapertura delle rotte marittime nello Stretto di Hormuz e la fine del blocco navale sui porti iraniani. In cambio, l’Iran si è detto disposto a garantire che né Israele né gli Stati Uniti attaccheranno più il suo territorio.

Le trattative sul programma nucleare iraniano, un tema complesso e delicato, sono state spostate in una fase successiva, con l’intento di creare un clima più favorevole. Questo approccio, tuttavia, si scontra con la ferma opposizione di Trump, il quale considera inaccettabile che l’Iran possa avere accesso alla tecnologia necessaria per sviluppare armi nucleari.

Negli ultimi giorni, la Casa Bianca ha messo in atto misure per soffocare l’economia iraniana tramite il blocco navale. Trump ha evidenziato come l’Iran stia perdendo circa mezzo miliardo di dollari al giorno a causa della difficoltà di esportare petrolio. In risposta a questa situazione, Teheran ha cominciato a ridurre la produzione di greggio, un passo strategico per affrontare le limitazioni imposte dal mercato.

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Hamid Hosseini, portavoce dell’Associazione iraniana degli esportatori di petrolio, gas e prodotti petrolchimici, ha affermato che i professionisti del settore sono esperti nella gestione delle difficoltà legate alle sanzioni e che il paese è pronto a fronteggiare la crisi attuale. La riduzione della produzione potrebbe interessare fino al 30% dei giacimenti petroliferi, ma gli esperti rimangono fiduciosi nella capacità di navigare questi ostacoli.

In aggiunta, l’Iran sta cercando di rafforzare la propria posizione con una nuova legge per regolamentare il transito nello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riportato da Hamidreza Haji-Babaei, vicepresidente del Parlamento iraniano, la legislazione prevede il divieto di passaggio per le navi israeliane e per quelle di paesi considerati nemici, salvo che queste ultime non siano disposte a versare riparazioni di guerra.

Haji-Babaei ha puntualizzato che il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz non tornerà mai più ai livelli pre-bellici, indicando la determinazione dell’Iran a proteggere i propri interessi strategici. Mentre il quadro internazionale si fa sempre più complesso, le possibilità di un accordo sembrano farsi sempre più remote.

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Mirko R.
Mirko R.
Sono universitario, appassionato di fantascienza e tecnologie. Mi trovate in giro a Mestre e Venezia, ma non solo. Mirko_R@lavocedivenezia.it
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