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martedì 30 Novembre 2021

INCIDENTE PORTO DI GENOVA | Le grandi navi a Venezia devono fermarsi fuori dalla laguna

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LETTERE AL GIORNALE | Proviamo dolore per vittime del porto di Genova, ci sentiamo vicini ai loro familiari e ci auguriamo vivamente che tutti i dispersi vengano velocemente recuperati sani e salvi.
Proviamo dolore e rabbia per questa ennesima strage annunciata, evitabile, come tutte le altre morti su posti di lavoro sempre più precari e sottopagati, dove i profitti di pochi vengono costantemente anteposti ai diritti ed alla sicurezza di molti. Ma questa strage, come quella provocata dalla Costa all'Isola del Giglio, ci parla anche di una portualità  votata ad un gigantismo divenuto da tempo insostenibile non solodal punto di vista economico, ambientale, culturale, ma anche dal punto di vista della sicurezza.

Ieri notte abbiamo avuto la prova che le energie messe in moto (anche a bassissime velocità ) da queste mega-navi non riescono ad essere frenate dai rimorchiatori di scorta, che guasti ed errori possono succedere anche se ai comandi ci sono piloti locali abilissimi e non spregiudicati comandanti Schettino, anche se le condizioni del mare sono ottime.

La strage di ieri dimostra una volta di più quanto sia urgente ed indispensabile ripensare al rapporto tra portualità  e città , di quanto sia importante mobilitarsi per difendere le nostre città  ed il nostro ambiente, le nostre vite.

Ci impaurisce pensare che il Jolly Nero sia cento metri più corto delle città  galleggianti che ci attraversano quotidianamente e che il bacino di evoluzione del porto di Genova sia ben più spazioso delle poche decine di metri di lasco che separano Sacca Fisola e Santa Marta dalla poppa e dalla prua dei nostri “bisonti del mare”. “Bisonti” che istituzioni irresponsabili e ciniche come APV o VTP si ostinano a far circolare a pochi metri da case e monumenti della nostra fragile città .

Non possiamo aspettare la tragedia in Bacino di San Marco, a San Giorgio o alla Giudecca: le navi incompatibili devono fermarsi fuori dalla Laguna e con ancora più convinzione costruiremo le giornate di mobilitazione del 7, 8 e 9 giugno.

Tommaso Cacciari
laboratorio morion – Comitato No Grandi Navi Laguna bene comune

[08/05/2013]


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