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Il Papa e il lavoro di domenica: sarebbe peggio non avere un lavoro

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papa francesco assegno marghera

Oggi a rispondere alle parole di Papa Francesco, che alcuni giorni fa ha chiamato i genitori di un bambino che gli aveva scritto lamentandosi di non poter trascorre la domenica con i genitori, “costretti” al lavoro, è Paul Klotz di Aspiag, concessionaria del marchio Despar nel Nordest: “Se davvero questa coppia deve stare in negozio tutte le domeniche, venga in Aspiag, la assumiamo.”

Il direttore di Despar ha spiegato come la loro politica di impiego, assumendo nei weekend degli studenti, permetta alle famiglie di trascorrere il giorno considerato festivo, tutti insieme: “Noi abbiamo trovato un giusto compromesso turnando il personale, prendendo studenti per il fine settimana e tenendo le serrande alzate non in tutti i punti vendita, così ogni dipendente copre una o due domeniche al mese.”

Inoltre puntando tutto sul tempo di crisi che stiamo vivendo ha precisato: “Il lavoro è cosa sana e bisogna preservarla. Anche lavorando nei festivi. Certo, può essere stressante per le famiglie, ma lo sarebbe molto di più se entrambi i coniugi fossero disoccupati.”

Sostenitore del pensiero di Klotz anche Savino Russo, delegato regionale di Federdistribuzione, che afferma: “ Anche Banca Intesa apre 200 sportelli in Italia al sabato. Per non parlare di negozi e bancarelle attigui ai santuari e sempre all’opera. La stessa Chiesa dice: se non potete andare a messa la domenica, andateci il sabato. Rispetto il Pontefice, sono credente, ma con la fame di lavoro che c’è chi ha un impiego deve fare di tutto per tenerselo e i datori di lavoro per preservarglielo.”

Dello stesso parere anche Matteo Masat, direttore del Valecenter di Marcon: “Le aperture festive rispondono alle esigenze dei nostri clienti e sono un sostegno all’economia locale in un momento di crisi.”

Francesco Giusto, direttore del Centro Commerciale mestrino Le Barche è l’unico a pensarla diversamente: “E’ una chanche ai clienti che lavorano durante la settimana, ma è da sfatare l’idea che abbia una ricaduta economica positiva e che favorisca l’occupazione. Non ci sono nuove assunzioni, i dipendenti lavorano di più.”

Ad appoggiare Giusto, anche Tiziana D’Andrea, commessa e socia del movimento “Domenica no grazie Italia”: “I nuovi posti di lavoro sono una bugia così come l’obbligo di adeguarsi all’Europa, dove in realtà si lavora 9/10 domeniche all’anno.”

Alice Bianco

[22/11/2013]

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