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Il Milan non c’è, Di Natale affossa il diavolo che ha la testa già a Madrid

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Il Milan non c’è. Non pervenuto. Gambe e testa sono già a Madrid dove martedì sera i rossoneri giocheranno contro l’Atletico la partita più importante della stagione.

Evidentemente Udine non contava molto, se arriva la seconda sconfitta consecutiva, la quarta in un mese, la quinta della gestione Seedorf, la decima di questo triste campionato rossonero.

E’ il sempreverde Di Natale a colpire a metà ripresa, alla fine di una ripartenza perfetta, studiata a tavolino e che evidenzia ancora una volta i meriti di Guidolin.

Pereyra affonda centralmente approfittando dell’inconsistenza di Muntari, Bruno Fernandes crossa basso, Totò segna. Gol numero 185 in serie A, uno più di Batistuta, tre meno di Del Piero e Signori.

Mentre lo stadio Friuli festeggia, Seedorf è una statua di marmo, sempre elegantissimo dentro il suo cappottino attillato, sconcertato davanti alla panchina milanista almeno quanto Adriano Galliani seduto in tribuna.

Il Milan non c’è, e non è una questione di seconde linee: Rami, Bonera, De Jong e Poli rimasti a Milano e Essien, Balotelli, Taarabt e Kakà in panchina (i primi tre entreranno nella ripresa) il risultato non rispetta i valori tecnici in campo.

Il Milan è molle, senza anima, senza equilibrio, senza logica. Una squadra che non gioca da squadra. I rossoneri attaccano senza grinta e si scoprono in maniera disarmante, allungandosi e facendosi infilare dagli avversari. Soltanto De Sciglio è da salvare, limitatamente al primo tempo, grazie ad una serie di affondi e relativi cross assai insidiosi.

L’Udinese nelle ultime tre esibizioni ha raccolto appena 2 punti e subìto ben 7 reti e affronta il Milan dopo una settimana di ritiro punitivo contestato apertamente da Guidolin. Nel primo tempo resta coperta e guardinga, nonostante dopo appena 3’ Pereyra si presenti solo davanti ad Abbiati. Ma dopo aver verificato che il Diavolo non fa poi così paura, nella ripresa i bianconeri di Guidolin diventano più sprintosi e propositivi, più quadrati e convinti, più lesti ad attaccare la profondità, almeno sino al gol di Di Natale.

Il Milan merita la sconfitta. Tutte le occasioni dell’Udinese nascono da disattenzioni difensive; la linea mediana, composta da Montolivo e Muntari, va in difficoltà perché costretta in spazi troppo larghi e popolati soltanto da avversari; sulla linea dei trequartisti il più propositivo è Robinho (che è tutto dire), mentre Honda gioca in ciabatte e Birsa passeggia.

Roberto Dal maschio

[09/03/2014]

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