I nuovi angeli del volontariato e del fango 50 anni dopo

ultimo aggiornamento: 07/11/2011 ore 00:08

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Gli angeli del volontariato a Genova e in altre zone d'Italia dove ci sono state alluvioni ed esondazioni dei fiumi tutti li abbiamo visti all'opera in questi giorni. Sono prevalentemente ragazze e ragazzi 20 enni e 30 enni, ma non mancano anche 40 enni, e anche 50 enni. Tutti attivati, allertati, e mobilitati per prestare soccorso gratuitamente alle vittime di questa tragedia in cui hanno perso tutto: i figli, la casa, il negozio, la macchina, e beni personali. Li abbiamo visti nei vari Tg con le divise accanto alle uomini della Protezione civile, alla Charitas, ai militari, ai poliziotti e ai carabinieri e ai finanzieri per aiutare anziani, donne, e bambini. Li abbiamo visti a spalare il fango, a pulire con i guanti i locali di scuole e di abitazioni con scope, spazzoloni, secchi, e stracci. Tutti si sono prodigati, si sono adoperati perchè la forza delle acque, solo in Genova ha apportato dalla piena circa decine di metri cubi di fango, ha distrutto ponti, reso inagibili molte strade, rendendo assai difficoltosa l'opera di primo soccorso.

Questi angeli del volontariato a Genova e in Liguria hanno svolto un'attività  libera e gratuita svolta per ragioni private e personali, prevalentemente di solidarietà , di altruismo. L'Italia intera deve dire loro grazie. Alcuni esponenti della classe politica che sovente danno brutti esempi (corruzione, concussione, concorso in associazione esterna mafiosa, peculato, attaccamento al potere, arrivismo, sete di denaro) deve prendere atto che c'è anche un'Italia diversa e migliore. Che dedica le sue giornate libere agli ultimi, ai deboli, ai non protetti, ai non tutelati, e ai poveracci. Li dobbiamo ringraziare tutti, uno per uno, e riconoscere che la gioventù di oggi non è solo epicurea, edonista, materialista, libertina, drogata, o alcolista. Abbiamo anche un'altra gioventù che quando si verificano le calamità  naturali e i disastri ambientali si dedica al prossimo, senza chiedere nulla in cambio. Senza chiedere fondi al comune, alla provincia e alla regione. Ci sono, infatti, membri di associazioni farlocche che chiedono continuamente soldi allo Stato e ai privati ma poi non li vediamo mai durante queste tragedie. E perciò invitiamo alla vigilanza tutti coloro che sono preposti ad erogare denaro pubblico.

Quei giovani che abbiamo visto in mezzo al fango con stivali e magliette sporche vanno ringraziati anche se la cronaca non parla di loro perchè non farebbero notizia. Invece la notizia c'è: i giovani sono disinteressati, puliti, onesti, e sensibili. Noi guardiamo a questi giovani con grande fiducia e speranza perchè sono la classe dirigente del futuro, perchè hanno dato un grande esempio alla casta politica, finanziaria, alle banche, ai manager pubblici con salari innominabili e a chi cumula tre pensioni già  a 60 anni. Molti di essi sono disoccupati, precari, cassintegrati dell'Ilva. Hanno dato un bellissimo esempio di solidarietà  a Genova come successe nel 1966 nell'alluvione di Firenze quando liberarono la città  dal fango. Per le sei vittime di Genova esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alle vittime e diciamo allo Stato semplicemente quattro parole: non dimenticatevi di loro. Agli eroi di Genova e della Liguria diciamo solo che l'Italia intera non dimenticherà  mai le loro gesta eroiche e soprattutto il loro disinteresse. Grazie per la lezione che ci avete dato.


Alberto Giannino

alberto.giannino@gmail.com

[07 novembre 2011]


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