Grandi navi a Venezia : altro round Orsoni – Costa

ultimo aggiornamento: 03/10/2013 ore 19:10

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grandi navi

Confermato l’annullamento dell’incontro fra autorità locali e i ministri del governo, per discutere del problema Grandi Navi a Venezia, ieri alla Camera si è tenuta lo stesso una riunione per esaminare la situazione e le possibili soluzioni. Colloqui informali preannunciati fra la Commissione Trasporti della Camera e gli esponenti politici veneti, il governatore Luca Zaia, l’Autorità Portuale Paolo Costa, il sindaco Giorgio Orsoni e i rappresentanti di Confitarma (Associazione degli armatori) si sono tenuti ugualmente.

La discussione è durata circa due ore ed il primo ad intervenire è stato il presidente della Regione Veneto, Zaia. “Siamo favorevoli a una viabilità acquea alternativa alla Giudecca, ma difenderemo con forza il punto di arrivo, cioè la stazione Marittima” ha così dichiarato, considerandosi d’accordo nell’applicare il decreto Clini, creato per regolare il traffico delle navi da crociera nelle coste italiane.

Ha poi replicato il sindaco Orsoni, ribadendo come sia necessaria l’applicazione del decreto per evitare altri incidenti simili al caso Concordia o a quello accaduto al Porto di Genova.
Il primo cittadino veneziano ha inoltre richiesto che il Comune di Venezia possa veramente governare la città, richiedendo anche il controllo delle acque. “Il tema fondamentale al di là dei canali e dei terminal è quello di capire chi gestisce e controlla la navigazione. Deve essere il Comune o altri enti magari portatori di interessi parziali?”

Orsoni sostiene infatti che se si scavassero altri canali per arginare il problema Grandi Navi, ci vorrebbero quattro o cinque anni di lavori e il controllo della navigazione rimarrebbe sempre in mano ad altri. La proposta del sindaco continua ad essere quella di allargare il Canale dei Petroli a Porto Marghera, pensando anche ad un numero chiuso di navi che possano passare attraverso e che non siano di portata maggiore alle 40 mila tonnellate.

L’Autorità Portuale Paolo Costa, sostenendo che il turismo croceristico rappresenti solo una piccolissima parte di quello presente nella città storica, ribadisce però l’importanza di mantenerlo attivo, perché è quello che ha retto di più durante il periodo di crisi. La sua soluzione è quindi quella di mantenere attiva la Marittima: “Qualsiasi altra soluzione è sbagliata, non c’è un sito alternativo. Perché a Marghera non abbiamo la stessa accessibilità nautica, perché il canale che porta a Marghera è largo 65 metri e le navi sono di 45. Questo creerebbe problemi perché sarebbe necessario un senso unico.”
Il problema si risolverebbe scavando un canale, entrando da Malamocco e uscendo proprio da questo. Come finanziare il progetto? Costa ha prontamente risposto: “Una tassa per passeggero”. Su quest’ultima Orsoni è sembrato d’accordo, ma non perché essa vada a sovvenzionare il progetto, bensì la città. Si è dichiarato assolutamente sfavorevole invece alla costruzione di un canale dietro la Giudecca: “E’ impossibile perché in quella zona ci sono barene che non possono essere toccate. Si intaccherebbe la situazione della circolazione acquea e creerebbe problemi”.

Al termine dell’audizione, è stato presentato anche il progetto dell’architetto Claut: la costruzione di alcune banchine (uno o due a Marghera) e un pontile per grandi navi alle bocche di porto del Lido; secondo Claut, realizzabile entro maggio 2014.
Costa ha infine concluso affermando: “E’ l’autorità marittima che deve trovare una soluzione. Ma faccia presto”.

Alice Bianco

[01/10/2013]

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