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Parigi, 5 ottobre 2026 — Le proteste studentesche in Francia sono tornate nelle piazze e nelle scuole, con un bilancio che il governo definisce allarmante: finora sono stati effettuati oltre 5.000 fermi e 190 giovani sono rimasti feriti.
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Oggi circa cinquecento licei sono rimasti chiusi. A Parigi si sono registrati blocchi e atti di vandalismo, tra cui l’incendio dell’aula di un istituto professionale. L’episodio più grave è avvenuto a Lens, dove uno studente ha perso una mano dopo aver raccolto una granata.
Le manifestazioni, partite dalla banlieue parigina lo scorso 17 settembre, hanno coinvolto scuole e piazze in diverse città del paese. Secondo le autorità, l’85% delle persone fermate è minorenne.
Il ministro dell’Educazione nazionale e della Gioventù, Édouard Geffray, pur condannando con forza le violenze, ha definito la mobilitazione nazionale prevista per domani «legittima».
Alle 14 di domani è previsto un corteo che partirà da Place de la République a Parigi. All’iniziativa prenderanno parte le unioni intersindacali e numerosi docenti convocati per sfilare accanto agli studenti. La partecipazione dei lavoratori è vista come elemento che potrebbe aumentare i numeri di una protesta finora frammentata. A sostenere la mobilitazione ci saranno anche La France Insoumise di Jean‑Luc Mélenchon e rappresentanti del Partito Comunista.
Intanto il primo ministro Sébastien Lecornu ha inviato ai rappresentanti del governo una tabella di marcia con interventi da attuare entro la fine del mese: rimpiazzare gli insegnanti mancanti, risanare gli edifici insalubri, semplificare la piattaforma automatizzata per l’accesso alla formazione superiore e garantire maggiori risorse per la scuola pubblica.
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