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Divergent, il film, la distopia al cinema

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Divergent film

Tratto dal best seller di Veronica Roth, arriva nei nostri cinema, diretto dal sempre ottimo Neil Burger, l’attesissimo Divergent, che non delude le aspettative, anzi si pone come un’opera solida, con dei messaggi importanti, che dimostra ancora una volta come lo young adult non sia sinonimo solo di ragazzine urlanti, ma anche di buon cinema.

Dopo la Grande Pace, Chicago è una città divisa in cinque fazioni ognuna con le sue caratteristiche personali: gli Eruditi con la loro sapienza, gli Intrepidi con il coraggio, i Pacifici con il loro senso di amicizia, gli Abneganti con l’altruismo e i Candidi con la loro onestà. Beatrice (Shailene Woodley) è arrivata all’età in cui è costretta a scegliere: rimarrà nella sua fazione di origine, gli Abneganti, o sfiderà la sorte? La decisione dovrebbe essere aiutata da un test, ma il suo risulta inconcludente. La ragazza, infatti, nella testa ha le caratteristiche di tutte le fazioni, lei è una Divergente. Costretta a nascondersi tra gli Intrepidi, Tris, come si farà chiamare, dovrà combattere una guerra per il dominio della società.

Rimanendo fedele al 90% del libro, Divergent porta in superficie le problematiche di una società distopica, dove la popolazione è convinta di avere libero arbitrio, ma è controllata da un regime totalitario in grado di nascondersi sotto le pieghe (o piaghe) della democrazia.

In tutto questo si stagliano i Divergenti, le pecore nere della società, quelli che pensano diversamente, che sono in grado di ragionare a 360° facendo così davvero paura ad un governo che non può far altro che tentare di eliminare la minaccia, di incasellarla in una certa categoria per poterla così controllare.

Diversi e quindi costretti a nascondersi dietro abiti e maschere che non gli appartengono e Neil Burger, con la sua regia mai banale, riesce a cogliere questa sensazione di disagio in maniera molto buona rimanendo attaccato ai suoi protagonisti con alcuni primi piani insistiti che non lasciano scampo ai suoi attori, in particolar modo ai funzionali Shailene Woodley e Theo James che sorprendono nel rappresentare i due eroi della trilogia.

La caratterizzazione dei personaggi non è mai lasciata al caso, anche se alcuni vengono tratteggiati in maniera più superficiale di altri, e la composizione scenografica diventa un elemento in più a supporto di una sceneggiatura costruita bene, nonostante, forse si dia più spazio all’introduzione che alla resa dei conti finale, trovando qui forse un disequilibrio prevedibile soprattutto in vista degli altri due capitoli che seguiranno la saga.

Tralasciando l’ovvio e immancabile sotto testo critico alle istituzioni e alla collettività, Divergent ci mette davanti ad una distopica visione del mondo, non lontano da quella che viviamo tutti i giorni.

Proprio grazie ad una regia ed un cromatismo affascinante, affiancato da una sceneggiatura solida, possiamo sicuramente dire che il film di Burger si porta ad un livello superiore rispetto al primo Hunger Games, con il quale i parallelismi si sprecano, assicurando, molto probabilmente, Divergent tra i migliori film del mese.

Redazione

[04/04/2014]

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