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lunedì 19 Aprile 2021
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Disastro Costa Concordia, lo spettro delle sfide a’Chi passa più vicino’

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La Costa Concordia nell’avvicinamento all’Isola del Giglio avrebbe fatto prima di Schettino un ‘inchino’ pericoloso, un saluto da brividi, di notte, con le luci accese. Inchino riuscito «miracolosamente» il 14 agosto 2011 al comandante Massimo Garbarino, come sarebbe riportato da resoconti giornalistici e da una lettera di congratulazioni del sindaco del Giglio. Quell’inchino che Schettino fallì il 13 gennaio, forse nel tentativo di farlo ancora più pericoloso.

«Una corsa sconsiderata alla manovra più spericolata», ipotizzano i legali di parte civile che ieri al processo per il naufragio hanno prodotto un documento dei Lloyd’s di Londra in cui sono tracciate le due rotte.

Un’esibizione estremamente perciolosa per dimostrare cosa? «che c’era una specie di gara a fare il saluto più ravvicinato, più rischioso. Nel 2011 non ci fu naufragio perché la nave si raddrizzò in tempo, ma la distanza era simile».

Le ipotesi sono smentite in un comunicato da Costa Concordia. «È falso che la società fosse a conoscenza della pratica dell’inchino. La società indica la rotta da seguire, ma è responsabilità del comandante decidere eventuali variazioni». Costa ammette invece che «in alcuni casi, viene deciso di seguire la “navigazione turistica”, un avvicinamento alla costa per offrire un’attrazione in più», ma queste rotte «sono seguite a velocità ridotta, in sicurezza e informando i passeggeri».

Redazione

[11/02/2014]

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