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Combattimenti clandestini tra cani, indagine dei carabinieri: 12 persone coinvolte e un pitbull sequestrato a Venezia

Operazione dei Nipaaf: perquisizioni in cinque province, un pitbull sequestrato e indagini su importazioni illegali dalla Serbia.

Dodici persone sono al centro di un’indagine durata circa un anno sui combattimenti clandestini tra cani, che ha portato a perquisizioni e sequestri in cinque province italiane e al sequestro di almeno un pitbull nel Veneziano. L’attività è stata condotta dai carabinieri del Nipaaf di Parma e del Reparto operativo Cites-Coarda.


L’operazione, definitasi giovedì scorso con una serie di accertamenti, ha coinvolto le province di Parma, Bergamo, Venezia, Pisa e Rieti. Gli investigatori hanno eseguito visite domiciliari e sequestri nei confronti di persone ritenute responsabili, a vario titolo, di condotte riconducibili al maltrattamento di animali e alla promozione di combattimenti non autorizzati.


Nel corso delle attività è stato sequestrato in provincia di Venezia almeno un esemplare di pitbull che, secondo gli accertamenti, era stato allevato e addestrato per essere impiegato in incontri clandestini. Gli inquirenti descrivono l’animale come parte di un circuito in cui cani venivano preparati appositamente per le competizioni illecite.


Un elemento chiave dell’indagine è stata l’analisi dei passaporti degli animali. Dall’esame dei documenti è emersa la provenienza di alcuni cani da allevamenti in Serbia e, secondo gli investigatori, la possibile esistenza di una rete organizzata che coinvolgeva addestratori, trafficanti e veterinari stranieri. Queste verifiche hanno permesso di ricostruire parte dei flussi di ingresso degli animali nel Paese.


Le ipotesi investigative formulano ruoli diversi per le dodici persone coinvolte: dall’allevamento alla preparazione atletica dei cani, fino all’organizzazione degli incontri. L’accusa, nella ricostruzione degli inquirenti, è che gli animali venissero allevati e destinati intenzionalmente alla partecipazione a combattimenti non autorizzati.


Durante le perquisizioni sono stati sequestrati strumenti e materiali ritenuti funzionali all’addestramento e al controllo dei cani: tapis roulant per l’allenamento, catene pesanti e collari provvisti di tasche per l’alloggiamento di pesi, oltre a un ring costruito con assi di legno e tappeto sintetico. Sono stati inoltre rinvenuti farmaci steroidei accompagnati da calendari e agende che, per gli investigatori, documenterebbero piani di somministrazione finalizzati al “doping” degli animali.

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I reparti coinvolti nell’operazione, Nipaaf e il Reparto operativo Cites-Coarda, si occupano rispettivamente della polizia ambientale, agroalimentare e forestale e del contrasto al traffico di specie protette. Interventi di questo tipo rientrano nelle loro competenze quando le violazioni riguardano la tutela degli animali e i flussi illeciti internazionali di esemplari.


La vicenda riporta alla luce un fenomeno criminale che unisce sfruttamento animale e illegalità organizzata. Secondo gli inquirenti, la complessità della rete investigata rende necessaria la cooperazione tra forze dell’ordine e organismi che monitorano i movimenti internazionali di animali e prodotti veterinari.


La normativa italiana prevede sanzioni per il maltrattamento di animali e per chi promuove, organizza o dirige combattimenti non autorizzati. Per il maltrattamento sono stabilite pene da sei mesi a due anni di reclusione e multe da 5.000 a 30.000 euro; per la promozione o organizzazione di combattimenti non autorizzati si arriva fino a quattro anni di reclusione e sanzioni pecuniarie fino a 160.000 euro.

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Mirko R.
Mirko R.
Sono universitario, appassionato di fantascienza e tecnologie. Mi trovate in giro a Mestre e Venezia, ma non solo. Mirko_R@lavocedivenezia.it
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