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PROVINCIA | Operare in 3D creando meno problemi possibili al paziente. La tecnologia entra sempre più prepotentemente nelle sale operatorie italiane. E l’Ulss10, negli ospedali di Portogruaro e San Donà  di Piave, sta testando la chirurgia mini invasiva in 3D con una telecamera e un monitor di ultimissima generazione, occhiali speciali per visualizzare la terza dimensione.
I primari delle unità  di Chirurgia a Portogruaro e San Donà  di Urologia e di Ginecologia a Portogruarohanno eseguito una serie di interventi chirurgici in laparoscopia in 3D, per procedere all’asportazione di tumori del colon, alla colecistectomia, all’enucleazione di una neoformazione renale e per una procedura d’interesse ginecologico.
Tale apparecchiatura si contraddistingue dalle tradizionali per l’impiego di una telecamera comandata da un braccio robotico, per l’impiego di un monitor ad alta risoluzione, entrambi in grado di riprendere e proiettare immagini in 3D.
I medici che hanno eseguito l’intervento hanno operato manovrando degli strumenti introdotti attraverso cannule millimetriche nell’addome del paziente; le operazioni chirurgiche vengono effettuate seguendo le immagini in un monitor di grandi dimensioni, con l’impiego di occhiali che permettono la visualizzazione tridimensionale.
«Pienamente soddisfatti dalla qualità  delle immagini – spiega il dottor Francesco Fidanza, direttore del dipartimento chirurgico dell’Ulss10 – poiché, con la terza dimensione, si ha maggior profondità  di campo e di conseguenza si può procedere con più precisione e sicurezza nell’intervento con l’approccio mini invasivo».
L’apparecchiatura è stata collaudata dalle diverse unità  operative chirurgiche, il suo acquisto è in fase di valutazione da parte dell’Azienda sanitaria, compatibilmente alle ristrettezze economiche e al contenimento di spesa cui sono soggette le aziende sanitarie del Veneto.

Raffaele Rosa
[redazione@lavocedivenezia.it]
Riproduzione Vietata
[08/05/2013][

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