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lunedì 14 Giugno 2021

Carceri : Rivolta a Venezia nella notte, maxi rissa a Padova

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[21/08] Una protesta che ha assunto tutti gli aspetti di una vera rivolta quella che è stata sedata nella nottata al terzo piano della  Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore a Venezia. Celle distrutte, suppellettili divelte, coperte e giornali date alle fiamme.

Nel pomeriggio di ieri presso la Casa di reclusione di Padova, una sessantina di detenuti stranieri hanno dato vita, nella fruizione del campo sportivo, ad una maxi rissa continuata nelle sezioni quando sono stati fatti rientrare.

 

 A darne notizia la Segreteria Regionale del Triveneto della UIL PA Penitenziari che attraverso il Segretario Regionale , Leo Angiulli, per il quale  “ L’inizio del Ramadan è stato sempre un momento di tensione accresciuta. Ma questa degenerazione violenta delle proteste nulla ha a che fare con la religione, anche se è auspicabile che l’Amministrazione faccia ogni sforzo per gestire questa delicata fase .

Da Roma intervene anche Eugenio Sarno, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, che già  nei giorni scorsi aveva lanciato un appello alla calma: “Ci sono molti modi per essere solidali ed aderire  alla protesta,  persino legittima, viste le condizioni degli istituti penitenziari. Ma i  fatti di Venezia come quelli di Padova, come ancora prima quelli di Firenze , Perugia , Como e così via con  la loro natura violenta non sono ne una dimostrazione di solidarietà , tantomeno possono essere ascritti nel campo delle proteste. Sono fatti violenti e basta. In quanto tali li condanniamo con fermezza. Con quella stessa fermezza con cui denunciamo le incivili e indegne condizioni strutturali dei nostri penitenziari aggravate dal traboccante sovrappopolamento e le penalizzati, afflittive , indecorose  condizioni di lavoro del personale penitenziario. Se è’ legittimo manifestare e protestare non è consentito degenerare. Pertanto  ci appelliamo al senso di responsabilità  perché non si acceleri il precipitare di una situazione colpevolmente lasciata fermentare nell’indifferenza e che ben presto potrebbe connotarsi per una estrema ingestibilità .” 

La polizia penitenziaria è in trincea, dichiara Sarno, tra ferie non godute, riposi non fruiti ed emolumenti non percepiti. Per tali ragioni la UIL invita nuovamente il Guardasigilli a intraprendere iniziative concrete: “In questa baraonda a pagarne le più dirette conseguenze sono gli uomini e le donne della polizia penitenziaria  cui , tra l’altro, non si  negano solo ferie e riposi ma persino gli emolumenti economici spettanti. Dall’inizio dell’anno non sono pagati gli straordinari e missioni; Tantomeno  nelle buste paga non si vedono ancora  gli aumenti contrattuali contrattati ad Aprile. A questo punto credo sia necessario un intervento diretto del Ministro Alfano. Faccia sentire la sua voce e dia un segnale concreto di vicinanza al personale penitenziario abbandonato nelle trincee delle prime linee penitenziarie. Sarebbe un modo concreto per rendere credibili i suoi apprezzamenti, più volte, rivolti alla polizia penitenziaria. Aspettiamo alla ripresa dei lavori non solo una sua convocazione ma anche che il Ministro presenti un disegno di legge per assunzioni straordinarie e che dia corso a provvedimenti di razionalizzazione delle risorse umane perseguendo quella lotta agli imboscati nei palazzi del potere che ha, verbalmente, condiviso. Cominciando proprio da Via Arenula

Data prima pubblicazione della notizia:

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