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martedì 03 Agosto 2021

Bordello in pieno centro a Mestre, Corso del Popolo, ragazze e trans

HomeNotizie di oggi un anno faBordello in pieno centro a Mestre, Corso del Popolo, ragazze e trans

carabinieri chiudono bordello appartamento sotto sequestro

A Mestre un bordello in pieno centro, in Corso del Popolo, dove si potevano trovare prostitute e trans. In molti sapevano ma tanti tacevano. Tenutaria, secondo le accuse, una 28enne dell’ Ungheria.

La donna avrebbe favorito e sfruttato la prostituzione di tre ragazze ungheresi di età compresa tra i 28 e i 34 anni, una ragazza romena di 38 anni e due transessuali ungheresi di 20 e 25 anni.

Queste le accuse mosse a H.N., cittadina ungherese di 28 anni, tratta in arresto mercoledì pomeriggio dagli agenti del Nucleo di Polizia giudiziaria della Polizia municipale.

Le operazioni denominate “Sito Erotikus” erano iniziate verso la fine dello scorso anno, inserite all’interno del monitoraggio sull’attività di prostituzione che il Servizio Sicurezza Urbana delCorpo, in collaborazione con la Direzione Politiche Sociali del Comune, porta avanti da tempo.

Gli agenti, infatti, avevano iniziato proprio a dicembre a tener d’occhio il via vai di persone davanti all’appartamento in Corso del Popolo 58, preso in affitto per 720 euro mensili dalla proprietaria, residente a Chioggia, del tutto ignara delle attività illecite consumate all’interno.

Vari i fattori che l’investigazione aveva evidenziato: le prostitute coinvolte esercitavano sia in strada, nei pressi di via F.lli Bandiera e via Piave, sia nell’appartamento di Corso del Popolo; le segnalazioni dei condomini che avevano evidenziato il continuo via vai di persone a tutte le ore del giorno e della notte; ben sei utenze telefoniche che pubblicizzavano prestazioni su giornali e siti di annunci, promettendo “prestazioni preliminari al naturale”.

Era l’ungherese arrestata ad aggiornare personalmente le inserzioni e il sito “Etotikus”, che ha dato poi il nome all’indagine. Le investigazioni da parte degli uomini della Municipale si sono sviluppate sia sulle utenze telefoniche sia su internet, ma anche attraverso servizi di pedinamento, osservazione, verbalizzazioni dei clienti.

L’irruzione del 30 gennaio, avvenuta verso le ore 18.30 a seguito dell’uscita dell’ennesimo cliente, ha quindi portato all’arresto della tenutaria e al sequestro preventivo dell’appartamento; sono inoltre stati sequestrati una decina di telefoni cellulari e tre personal computer, tutti funzionanti al momento dell’intervento degli agenti. Sono inoltre stati sequestrati 300 euro trovati nella disponibilità di H.N. e ritenuti provento dell’attività di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, nonché diverse centinaia di preservativi, oltre a creme, materiale pornografico e sexy toys.

Dalle dichiarazioni delle prostitute, sentite fino a notte fonda, grazie all’aiuto delle operatrici linguistiche e delle psicologhe della Direzione Politiche Sociali del Comune di Venezia, è emerso che le stesse dovevano pagare ciascuna un affitto giornaliero di 15 euro, oltre a versare il 50% dell’importo della prestazione. È la prima volta, hanno dichiarato gli agenti, che viene registrata in città la presenza di trans di nazionalità ungherese i quali, tra l’altro, esercitavano in casa di giorno e in via Piave di notte.

Sergio Dal Bon

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