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BERLUSCONI: MONTI NON E' CREDIBILE | 'Contribuisce al teatrino della politica'

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Non è ancora detto che, in caso di vittoria, sarà  Berlusconi il presidente del Consiglio a guidare il 'nuovo' Pdl. Molto dipenderà  da come si svilupperà  l'alleanza strategica con la Lega, con la quale c'è sempre un canale aperto. Per ora, comunque, e meglio concentrarsi e far concentrare gli italiani sul «leaderino» Mario Monti ormai «senza più credibilità ».
«Il Professore aveva promesso di non candidarsi e ora che è in campo i sondaggi lo danno a meno del 10%».Le parole di Berlusconi arrivano dalla bella intervista trasmessa da Sky Tg24 condotta da Gianluca Semprini: «Meglio che il voto si concentri tra Pd e Pdl perché gli altri piccoli partiti agiscono non in funzione dell'interesse generale ma per l'interesse del loro piccolo leader… Spero che i moderati si facciano consapevoli del fatto che i voti del centrino sono tutti voti che vanno a favore del Pd di Bersani e del partito di Vendola. Allora meglio dare i voti direttamente al Pd».
Idee chiare, energico, Berlusconi sminuisce il nuovo avversario politico: «Il mio avversario è Monti? No, no. Il nostro avversario è sempre e comunque quel partito che viene dall'ideologia comunista… e che ha Bersani come rappresentante».

Il nuovo che avanza rappresentato dal professore non è più credibile secondo l'ex premier: «Monti non ha più credibilità . Era stato messo a guida di un governo tecnico con una promessa. Aveva detto che non avrebbe approfittato della promozione, lo aveva promesso a tutti gli italiani e ora ce lo troviamo lì come leader di una coalizione con compagni di viaggio che ti raccomando…Monti prima guidava il governo dei tecnici e ora ha già  abbondantemente contribuito al teatrino della politica». Come dire: fate voi.

A Berlusconi non è piaciuta la cifra sarcastica con cui Monti ha messo in dubbio le sue capacità  logiche: «Questa (di Monti, ndr) è un'affermazione superficiale. Altro che mancanza di linearità  da parte mia: io mi sono fatto indietro per Casini, lui non è venuto e io sono tornato, mi sarei fatto indietro se Monti avesse accettato di federare tutto il centrodestra. Non l'ha fatto e io sono tornato con grande spirito di sacrificio».

Porte comunque aperte alle alleanze: «Non è detto che debba essere per forza io il presidente del Consiglio. D'altronde la legge stabilisce che i partiti uniti in coalizione devono scegliere un leader ma che successivamente il presidente del Consiglio sarà  indicato dal capo dello Stato. E a quel punto, la coalizione che comprende il Pdl potrebbe, in caso di vittoria, indicare anche un altro nome».
D'altronde il Cavaliere considera la Lega tutt'altro che fuori dalla sua porta: «sono convinto che saremo alleati come lo siamo stati per tanti anni».

Paolo Pradolin
[redazione@lavocedivenezia.it]

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[03/01/2013]


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