Due dipendenti della Cooperativa Bagnini di Cervia hanno presentato una denuncia ai carabinieri dopo aver detto di essere stati minacciati dall’uomo imputato per l’investimento mortale avvenuto lo scorso maggio a Pinarella di Cervia.
Secondo quanto raccontato dai denuncianti — il supervisore dei lavori in spiaggia e il suo vice — l’episodio è avvenuto a Milano Marittima all’inizio della settimana, attorno a mezzogiorno, quando il 55enne si sarebbe presentato a piedi nei pressi del cantiere.
I due raccontano di aver ricevuto da parte dell’uomo parole percepite come minacce di morte, motivo per cui si sono subito allontanati a bordo della loro auto, visibilmente spaventati.
La segnalazione è stata registrata dai carabinieri e, come riportato dal Resto del Carlino, il verbale è già stato trasmesso all’autorità giudiziaria per gli accertamenti del caso.
L’uomo accusato di minacce, 55 anni, è al centro di un processo per l’omicidio colposo della 66enne vicentina Elisa Spadavecchia, travolta e uccisa il 24 maggio 2025 da una ruspa mentre prendeva il sole a Pinarella.
Nel capo d’imputazione la Procura contesta che, quel giorno, l’uomo stesse svolgendo lavori senza le necessarie autorizzazioni, privo di patente in seguito alla revoca conseguente a un precedente incidente mortale, senza aver delimitato il cantiere e dopo aver assunto sostanze stupefacenti.
I due bagnini che hanno denunciato l’episodio erano impegnati in una verifica dei lavori per ricostruire le dune che proteggono la costa dalle mareggiate invernali. È proprio in quel contesto operativo che sarebbe avvenuto l’incontro con Gnoli.
Nei giorni precedenti l’episodio, l’imputato aveva lasciato il carcere ed era tornato in libertà con una serie di obblighi: obbligo di dimora nel comune di Cervia, divieto di uscire dall’abitazione tra le 21 e le 7 e l’obbligo di firma tre volte alla settimana.
La liberazione è arrivata a seguito della scadenza dei termini custodiali segnalata dal giudice del dibattimento Piervittorio Farinella. Successivamente, il pubblico ministero Lucrezia Ciriello ha chiesto misure restrittive ulteriori; le difese, rappresentate dagli avvocati Vittorio Manes e Carlo Benini, si sono riservate di proporre ricorso al Tribunale della Libertà.
Gli inquirenti dovranno ora verificare le circostanze della presunta minaccia, anche ascoltando eventuali testimoni presenti sulla spiaggia al momento dei fatti.
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