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lunedì 02 Agosto 2021

Assemblea Presidenti Province, Zaccariotto: «Si rischia la paralisi dell’Ente»

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presidente zaccariotto inaugura nuova ala liceo foscarini

La presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto ha partecipato oggi a Roma all’assemblea dei Presidenti delle Province, e ha portato all’attenzione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l’istanza del Consiglio provinciale, approvata ieri all’unanimità, riguardante il problema interpretativo causato dall’articolo 1 comma 14 della legge “Disposizioni sulle città metropolitane, Provincie, Unioni e fusioni dei Comuni”, che prevede la cessazione anticipata del mandato dell’assemblea provinciale. Zaccariotto e il Consiglio provinciale hanno chiesto invece che tutti gli organi di Governo eletti democraticamente arrivino alla scadenza naturale del loro mandato.

Dichiara la Presidente Zaccariotto: «Anche l’associazione nazionale (Upi, Unione delle Province italiane) e i colleghi presidenti, aldilà della diverse appartenenze partitiche, hanno ribadito con forza la dignità, la responsabilità e l’impegno di un ruolo che il ddl Delrio ha dimostrato di disprezzare. Io denuncio nuovamente il fatto molto grave di un attacco alla democrazia nel disprezzo degli elettori, che hanno espresso con un voto una scelta precisa, e con regole definite. E ritengo grottesca l’affermazione “i politici vadano a lavorare” riferita ai rappresentanti delle Province, che troppo spesso ho letto in questi ultimi giorni. Non voglio ancora entrare nel merito dei contenuti del decreto approvato nei giorni scorsi al Senato, perché ci sono molti aspetti da chiarire, ma ho semplicemente affermato che va rispettato il diritto di scelta esercitato dagli elettori, da tutti i cittadini.

Ritengo grave che il consiglio venga fatto cadere anticipatamente rispetto la sua scadenza naturale, un fatto che generalmente può accadere solo in caso di infiltrazioni mafiose o nell’ipotesi di corruzione o altri gravi altri reati penali. Ma da questo punto di vista la Provincia di Venezia sia sotto l’aspetto politico sia gestionale può vantare una condotta efficiente ed efficace nei risultati, nel pieno rispetto degli obblighi amministrativi e del patto di stabilità.

Quello che forse non è evidente, è che non c’è solo un problema di democrazia e di disprezzo del ruolo che esercitiamo su mandato dei cittadini. Non si tratta solo di questioni di principio, o normative e di principi costituzionali, da questa insensata decisione derivano problemi assolutamente pratici che hanno una ricaduta negativa nell’immediato.

Ad esempio in condizioni normali, avremo potuto approvare il bilancio definitivo entro il 30 aprile, oggi invece ci troviamo, grazie al DDL Delrio, nel rischio di operare in esercizio provvisorio. Ciò implica che non possiamo intervenire ulteriormente rispetto ai nostri programmi, non saremo in grado di fare manutenzione nelle scuole, si rischia il blocco e la paralisi di tutta la gestione operativa dell’ente, con un problema di arresto complessivo dell’attività, e conseguente impoverimento della nostra possibilità di incidere positivamente nella soluzione dei problemi del territorio.

Si passa dalla consegna alla città metropolitana di ente eccellente, con una gestione sana anzi brillante, ad una situazione del tutto incerta e caotica di sostanziale stallo. Senza pensare alle responsabilità molto gravi che continuiamo comunque ad avere su temi importanti, tra i quali la sicurezza da garantire nelle scuole, nelle strade e nell’ambiente».

Redazione

[04/04/2014]

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