Actv, 5.1 e 5.2 ogni mezz’ora, tagliate corse linea 6 da gennaio. Le proteste crescono. Giustamente

ultimo aggiornamento: 11/12/2013 ore 06:27

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motoscafo actv 5 2 4 2 5 1 4 1 venezia

Ha voglia il direttore Actv Seno di dire che i veneziani devono abituarsi alla ‘promiscuità’ di viaggiare in vaporetto con i turisti (cosa che già avviene con pazienza infinita da parte dei residenti che ogni giorno lottano contro zaini, trolley, borsoni condotti da chi si è creato la falsa credenza di comandare in città perchè ‘paga’).

Il taglio delle linee 5.1 – 5.2, 4.1 – 4.2, e 6 sono una cosa molto grave. La vecchia ‘circolare’ e il ‘diretto’ sono le uniche possibilità ragionevoli per chi deve andare a lavorare, o abita in zona periferica della città (Arsenale, Giardini, Sant’Elena, Lido, Pellestrina), o la deve circumnavigare per raggiungere – ad esempio – l’ospedale dalla Giudecca.

Non essendo giovanissimi ricordiamo bene che quelle linee in origine erano ogni 15 minuti. Già esser passati a 20 ha rappresentato uno scadimento della qualità di quel servizio (il direttore Seno ha mai provato a salire sul diretto nella tratta Lido – Sant’Elena – Giardini per andare a Piazzale Roma la mattina?). Ora farle passare ad una ogni 30 minuti appare fuori da ogni logica e le proteste che si raccolgono in questi giorni in città lo dimostrano.

Actv forse, con tutti suoi problemi, ha perso di vista che a Venezia i mezzi non sono un’opzione. Non esiste possibilità alternativa di prendere l’auto privata: con questo tipo di città mezzi pubblici efficienti e dignitosi devono essere un servizio primario e un diritto per la cittadinanza, anche in forza di quanto paga (due genitori e due figli, linee Venezia + autobus = 140 euro al mese, 1680 euro l’anno).

Riveda le linee di terraferma, se proprio deve, dove le alternative esistono.

Paolo Pradolin

[10/12/2013]

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