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sabato 31 Luglio 2021

Da oggi solo barche con la scatola nera

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A Venezia arriva la scatola nera

Vaporetti, barche da trasporto, motoscafi, taxi, da oggi e comunque entro un anno tutti per navigare a Venezia dovranno avere la «scatola nera», non si salvano neanche i barconi di Veritas per le immondizie e i lancioni granturismo.

La rivoluzione parte l’1 luglio quando entra in vigore l’ordinanza che ne stabilisce l’obbligo, con scadenze diverse a seconda dell’uso dei mezzi.
Il sistema «LVTS» (Lagoon vessel traffic service) fa parte dei 26 punti studiati per decongestionare il Canal Grande dopo che era avvenuto l’incidente di Rialto in cui è morto il turista tedesco.

La prima idea di introdurre i controlli risale però al 1998 quando fu approvato in Provincia l’allora nuovo regolamento acqueo. Ci sono voluti nove anni per avere le telecamere di Argos, altri 7 per averle in funzione (lunedì iniziano a multare) e 16 per il gps.

Primi a doversi dotare del gps, i 150 vaporetti di Actv e i 30 di Aliguna: entro il 28 ottobre dovranno essere connessi al cervellone elettronico. Il 27 novembre tocca quindi a taxi, noleggio e granturismo. I trasportatori di merci e Veritas dovranno essere in regola entro il 26 gennaio 2015 mentre idroambulanze, servizi per i disabili, trasporto funebre e le unità con licenza della Capitaneria di porto entro il 27 marzo 2015. Per ultimi, i pescatori, la scadenza per loro è il 19 luglio 2015.

Escluse le gondole dal provvedimento, che però dovranno dotarsi di targa. Parte anche la verifica di idoneità psicofisica dei motoscafisti: tutti dovranno ottenere una certificazione dall’Usl che comprende il test su alcol e droghe.

Redazione

[24/05/2014]

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  1. Mi sembra che finalmente si stia facendo qualcosa di serio. Certo bisognerà vedere all’atto pratico l’efficacia di questo provvedimento e la serietà e l’onestà con cui sarà esercitato il controllo. Io, essendo veneziano, chiedo che vengano imposte delle regole e dei controlli anche alla rumorosità delle imbarcazioni che transitano nei canali. Motori, canti, urla, parolacce dei gondolieri e dei motoristi, impianti stereo a tutto volume rendono alcuni punti di Venezia (tra cui il mio) invivibili e dannosi per la salute. Ma le autorità dove sono? A bere lo Spritz.

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