
14 ottobre 2026 — Un dipendente di OpenAI è stato arrestato dall’Fbi dopo che nell’azienda è stato trovato un dispositivo di registrazione nascosto in una sala conferenze.
La scoperta ha portato OpenAI a segnalare l’accaduto all’Fbi. L’azienda ha spiegato di non avere al momento riscontri che indichino accessi impropri o l’esfiltrazione di pesi dei modelli, codice sorgente o dati dei clienti da parte dell’individuo coinvolto.
Secondo quanto comunicato da OpenAI, i suoi modelli sono stati utilizzati per analizzare il dispositivo e risalire alla sua provenienza. L’analisi ha permesso di identificare un dipendente che avrebbe collocato il registratore pochi giorni prima della scoperta.
L’uomo arrestato è Abdulrahman Alfozan, cittadino saudita di 35 anni. La denuncia attribuisce a lui l’installazione del dispositivo, ma non specifica quale fosse l’obiettivo con le comunicazioni eventualmente intercettate.
OpenAI ha dichiarato di aver ringraziato gli agenti e i procuratori per l’azione tempestiva e ha precisato che l’indagine dell’Fbi è ancora in corso. L’azienda ha inoltre sottolineato che la protezione della tecnologia, dei dati e delle persone rappresenta una priorità e che il suo programma di sicurezza è studiato per affrontare minacce che vanno dai rischi interni ai criminali informatici e a potenziali attori statali.
Infine OpenAI ha indicato che questo episodio dimostra come l’intelligenza artificiale possa contribuire a fronteggiare minacce sofisticate alla sicurezza.
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