Un giovane di 22 anni è ricoverato nel reparto di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedale-Università di Padova per un’infezione da difterite, in condizioni cliniche severe e sottoposto a isolamento.
Le autorità sanitarie locali hanno avviato le procedure di sorveglianza e profilassi per le persone entrate in contatto con lui.
Il paziente, proveniente dal Bangladesh, è stato trattato con siero antitossico: la richiesta del farmaco è stata inoltrata in via preventiva al Centro Antiveleni di Pavia e la somministrazione è avvenuta già nel corso di sabato.
La conferma microbiologica della presenza dell’agente patogeno è stata fornita dalla UOC Microbiologia e Virologia dell’ospedale padovano nella giornata di domenica 11 ottobre.
Parallelamente all’antitossico, è stata avviata una terapia antibiotica.
Il batterio che provoca la difterite (Corynebacterium diphtheriae) esiste ancora nel mondo, e quando la copertura vaccinale cala o incontra persone non protette, la malattia può riemergere.
Il giovane resta ricoverato per proseguire il trattamento e per il monitoraggio clinico delle sue condizioni, che gli operatori sanitari stanno seguendo in isolamento secondo i protocolli previsti per le malattie infettive.
Il ricorso al siero antitossico rappresenta un intervento diretto contro la tossina prodotta dal batterio; la sua somministrazione, su indicazione dei medici, è una delle misure urgenti adottate quando è sospettata una forma di difterite che può evolvere rapidamente.
Il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (SISP) dell’Ulss 6 Euganea ha condotto un’indagine epidemiologica per ricostruire la rete dei contatti del paziente. L’attività di tracciamento ha permesso di individuare complessivamente circa un centinaio persone considerate tra contatti stretti e soggetti che lo avevano incontrato in ambito lavorativo.
Per l’insieme delle persone individuate è stata predisposta una profilassi antibiotica preventiva.
La misura, già avviata, ha una durata prevista di una settimana e interessa sia i contatti diretti sia coloro che avevano avuto esposizioni ritenute a rischio nell’indagine condotta dal SISP.
Le strutture ospedaliere coinvolte hanno inoltre posto in atto le normali procedure di isolamento e controllo per ridurre il rischio di ulteriori contagi.
L’iter clinico del paziente proseguirà con le terapie e il monitoraggio necessari fino alla stabilizzazione delle sue condizioni.
Per quanto riguarda gli accertamenti diagnostici, la UOC Microbiologia e Virologia dell’Azienda Ospedale-Università di Padova ha confermato l’infezione domenica 11 ottobre, a seguito degli esami eseguiti sul campione clinico inviato in laboratorio.
Per tutte le persone individuate è stata disposta la profilassi antibiotica della durata di una settimana.
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