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martedì 28 Settembre 2021

Disoccupazione giovanile in Veneto al 23, 4%, ma niente fondi europei

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A fine giugno la Comunità Europea aveva detto no alla destinazione di alcuni fondi per riuscire a debellare la piaga della disoccupazione giovanile in Veneto e nonostante i tentativi da parte del Governatore della Regione, Luca Zaia e il governo stesso, l’Unione Europea sembra tutt’ora ancorata a questa decisione.

Del miliardo di euro elargito in favore dell’Italia, l’Europa, nella figura del commissario per l’Occupazione Laszlo Andor, ha dichiarato che per i giovani veneti dai 15 ai 24 anni non sarà destinato nemmeno 1 euro.

La domanda che sorge spontanea è, perché? E presto detto: il Veneto non risulta ammissibile come regione degna di contributo economico europeo, perché detiene una percentuale minima di disoccupazione non sufficiente da poter attingere ai fondi europei stanziati. Bruxelles conferma: «La soglia è del 25%, voi siete al 23,4%». Servirebbero 2 giovani in più rispetto ai 23 attuali per poter raggiungere il limite minimo di disoccupazione ed essere così considerati bisognosi, ma legalmente, di aiuti europei.

Togliendo il fatto che la maggior parte dei fondi europei saranno ovviamente destinati alle regioni del Sud Italia che vantano un tasso di disoccupazione giovanile al di sopra del 50%, quella che desta preoccupazione è la situazione giovanile in Emilia Romagna, la loro percentuale infatti raggiunge il 25,1% e sebbene la regione non presenti un panorama lavorativo tanto diverso dal nostro, per quei 2 giovani disoccupati in più, sarà ammessa nel pacchetto dei finanziamenti.

«Io dico che è una discriminazione bella e buona – afferma l’eurodeputata leghista Mara Bizzotto. Trovo semplicemente assurdo che una regione come il Veneto, che è sempre stata una locomotiva italiana e che oggi sconta, al pari di tutto il Paese, una pesante crisi economica ed occupazionale con un totale di oltre 170mila disoccupati, venga ingiustamente penalizzata».

I fondi europei, proprio secondo l’Unione, faranno breccia nelle casse dello Stato entro il 2015 e chissà che nel frattempo la Comunità e i commissari si accorgano che il tasso dei giovani disoccupati in Veneto sia in continuo rialzo.

Alice Bianco

[30/09/2013]

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