80 euro al mese ai dipendenti, da dove arrivano i soldi? Da vari tagli, anche dal canone Rai

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crisi di governo

I lavoratori dipendenti e collaboratori si troveranno circa 80 euro in più in busta paga, la forma è quella di un ‘bonus’ per ridurre l’Irpef: il datore di lavoro preleverà l’importo per il lavoratore dalle trattenute che deve versare.

Per gli «incapienti» è stato risolto (magari parzialmente) il problema: per chi ha redditi fino a 8 mila euro lordi, il bonus sarà pari al 3,5% del reddito, potendo arrivare fino a un massimo di 35 euro mensili, da maggio a dicembre.

Dove il governo troverà i fondi per il bonus da 80 euro?
Circa un miliardo verrebbe dalla riduzione del 5% dei contratti in essere per gli acquisti della P.a. (esclusa la sanità) e dalla riorganizzazione dei centri di spesa per aggregatori. Il mondo sanitario subirebbe comunque un taglio di 200 milioni nel 2014 (500 nel 2015) aggiuntivi rispetto a quelli programmati. Non viene quantificato il risparmio proveniente dai nuovi tetti alla spesa farmaceutica mentre il Fondo della Sanità si riduce di 868 milioni nel 2014 (1.508 nel 2015).

Dal primo maggio i dirigenti apicali della P.a. non potranno guadagnare più di 239 mila euro lordi annui, il tetto per i capidipartimento sarà 185.640, per le prime fasce 109.480, per le seconde fasce 95.200. Sono compresi nella misura organi costituzionali, Banca d’Italia e Autorità indipendenti, nonché magistratura e Servizio sanitario.

La spesa per l’acquisto e la manutenzione di autovetture non potrà superare quella del 2011. È prevista la revisione dei contratti di locazione della P.a. e la ricerca prioritaria di nuovi immobili tra quelli pubblici.

Da una minore illuminazione pubblica arriveranno almeno 100 milioni nel 2015. I comuni dovranno dismettere le municipalizzate in rosso da 2 anni.

I politici subiranno un taglio nella presidenza del Consiglio di 20 milioni nel 2014 (24 nel 2015). Dalla Difesa verranno 200 milioni nel 2014 (900 nel 2015), di cui 150 dagli F35. A Presidenza della Repubblica, Senato, Camera e Corte costituzionale vengono chiesti tagli di spesa non inferiori a 51,3 milioni nel 2014 (135,2 nel 2015). Da Cnel e organi di autogoverno della magistratura per 15,6 milioni nel 2014 (39,7 nel 2015). A Regioni e enti locali viene «suggerito» di ridurre indennità, gettoni presenza e rimborsi spese.

Le società a totale controllo pubblico vengono sottoposte a tagli lineari del 2,5% quest’anno (4% l’anno prossimo). La Rai contribuisce versando allo Stato il 10% del canone.

Il decreto è ormai pronto, ha richiesto una notte di lavoro ieri al ministero dell’Economia sotto la guida del premier. Ulteriori cambiamenti sono possibili prima del consiglio che potrebbe tenersi tra la tarda mattinata di oggi e il pomeriggio.

Paolo Pradolin

[18/04/2014]

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