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Calcio italiano, ieri il sistema Moggi, ma oggi? Di Mattia Cagalli

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campo di calcio scena del crimine

Qualcosa sta cambiando nella classifica di serie A, o meglio sta tornando tutto come doveva andare fin dall’inizio.
Un rigorino qui, un fallo non fischiato là e con un sistema apparentemente innocuo e indolore (o quasi), come ogni volta le gerarchie vengono aggiustate.

Pare che ad esempio il Milan non possa rimanere fuori dall’Europa essendo probabilmente l’unica squadra che ci fa fare una figura quantomeno decente a livello Champions e che da qualche tempo addirittura si voglia a livello “mediatico” il Torino in Uefa.

Si parlava tanto di sistema Moggi, di arbitri addestrati per favorire la Juventus e pareva che tutto il marcio del calcio fosse provocato da Moggiopoli. Siamo proprio sicuri?

Certamente qualcosa c’era ma almeno era fatto in modo da apparire più equilibrato, le sfide di vertice erano decisamente più equilibrate. Ora i campionati si chiudono alla decima giornata e si assiste a recuperi e scalate (e di contro crolli), incredibili.

Ho sentito parlare del Torino che merita la Uefa quando era a meno dodici punti dal quinto posto. Perché? Perché secondo la stampa cartacea e televisiva lo meritava? Per il gioco espresso o per il bacino di utenza di cui dispone? Credo dipenda proprio da quest’ultimo, è questo il motore del calcio italiano.

In fin dei conti cosa serve che ci rappresenti in Coppa una squadra tifata da una sola città? Nulla perché la squadra sconosciuta nel mondo non porta introiti e fa quasi sicuramente anche poca strada (vedasi Udinese nelle ultime edizioni).

Il Campionato quest’anno era praticamente concluso e questo non va decisamente bene per i tifosi e soprattutto i dirigenti delle televisioni a pagamento.

Se il torneo a fine del girone di andata è da considerarsi concluso chi mai pagherebbe per vedere le restanti partite?

Quindi è praticamente ovvio che in qualche modo la faccenda andasse riaperta per rendere il tutto più interessante.

Come farlo se non con rigori regalati, arbitraggi a senso unico o chirurgici? Un rigore inventato per la Roma ha chiuso la partita contro l’Hellas Verona, due scandalosi hanno permesso al Torino di sbarazzarsi dell’Atalanta e così via in modo apparentemente casuale.

Perché ai tempi di Calciopoli gli arbitri erano corrotti e invece ora solamente incapaci? Cosa dovrebbe essere mai cambiato, in un paese dove si ruba e truffa per una gallina, possiamo veramente credere che in un ambiente dove circolano milioni tutto sia onesto?

Lo scudetto è oramai questione di pochi eletti, sono e saranno sempre le stesse a spartirsi il tricolore nella sala dei bottoni della Lega.

Sperare nella vittoria finale di una provinciale è semplicemente un sogno che rimarrà per sempre tale.

Quindi, pronto ad accettar scommesse che le prime sei squadre alla trentottesima giornata saranno sempre quelle, attendiamo la terza giornata.

Mattia Cagalli

[30/01/2014]

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