Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
A Venezia, fervono i preparativi per una delle festività più amate dai bambini e profondamente radicata nella cultura locale: la festa di San Martino. Un tripudio di colori, suoni e tradizioni coinvolgerà calli e campielli, regalando agli abitanti e ai visitatori un’atmosfera unica.
Come ogni anno, le pasticcerie e i panifici della città e della terraferma si riempiono di dolci tipici, in particolare i celebri biscotti di pasta frolla a forma del Santo a cavallo, decorati con glassa colorata, confetti argentati noti come “spaccadenti,” caramelle e cioccolato. Il dolce, che rappresenta San Martino nell’atto di donare il suo mantello, simboleggia i valori di generosità e solidarietà incarnati dal Santo.
Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.
Scopri come fare
La tradizione vuole che gruppi di bambini, muniti di mestoli e coperchi, girino per la città con corone di carta in testa, intonando allegramente la filastrocca di San Martino. La scena è particolarmente pittoresca: le vie risuonano dei loro canti festosi e del tintinnio dei mestoli, mentre i piccoli bussano alle porte dei negozi chiedendo dolci o qualche soldino, mantenendo viva una consuetudine che affonda le sue radici nel passato.
Questa celebrazione è legata alla chiesa dedicata a San Martino, situata nel sestiere di Castello, a pochi passi dall’Arsenale. La storia di questa chiesa si intreccia con quella della città: si pensa che possa essere stata edificata in epoca longobarda, anche se alcuni storici la fanno risalire ai secoli VI o VII. Importante punto di riferimento spirituale, la chiesa ospitava preziose reliquie del Santo, tra cui una falange e un frammento della sua tunica. Nel corso del tempo, la tibia fu trasferita alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista per finanziare i restauri della chiesa, ma ogni anno, l’11 novembre, una solenne processione riporta la reliquia a San Martino, riaffermando il legame tra Venezia e il suo patrono.
Questa festa popolare, ricca di significato, non è solo un’occasione di divertimento per i più piccoli, ma rappresenta anche un momento di forte identità collettiva per la città, che rinnova ogni anno il tributo al Santo con tradizioni tramandate di generazione in generazione.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google
Ai tempi della Serenissima l’11 Novembre venivano rinnovati o chiusi i contratti d’affitto di case e negozi …a chi non veniva rinnovato toccava traslocare e un antico detto ” Far San Martin ” significava traslocare