Le donne in politica? Un valore aggiunto, hanno più sensibilità 

ultimo aggiornamento: 13/12/2010 ore 17:49

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Prendo lo spunto dalla recente presentazione di un libro sulle donne in politica. Un tema forse “scomodo” per quella parte di opinione pubblica che probabilmente ci vuole ancora ghettizzate, confinate in quote rosa e politiche di pari opportunità . Soprattutto un tema oggi più che mai attuale e appassionante, visto che siamo a tutti gli effetti le pioniere di una nuova politica.

Ho particolarmente apprezzato le parole del sindaco di Milano Letizia Moratti, che ha ricordato durante la presentazione come le donne hanno una maggiore capacità  di cura, di cui oggi la nostra società , alla luce della crisi generale, ha particolarmente bisogno.

Io aggiungo che le donne in politica, oltre a saper leggere i bilanci al pari di un uomo, si “prendono a cuore” i problemi dei cittadini, fanno appello alla loro sensibilità , alla loro intelligenza emotiva, per risolvere i problemi delle comunità  da loro amministrate.

Le donne nella politica e nelle organizzazioni non sono un vincolo, costituiscono invece un’opportunità  e un vantaggio competitivo, sono un valore perchè sanno programmare in modo concreto e realistico il futuro.

Le donne riescono a mettere a servizio dei cittadini e della cosa pubblica un’ancestrale capacità  gestionale, la stessa con cui amministrano da sempre, con parsimonia e “politica del fare”, le risorse economiche e finanziarie delle proprie famiglie. E riescono a mantenere equilibri e sinergie fra i diversi ruoli, pubblici e privati, senza dover tradire i propri affetti in nome della politica, e senza dover rinunciare ad essere prima di tutto se stesse, persone vere.

Le donne oggi amministrano comuni e governano province e territori con misura e rigore, senza mai dimenticarsi di essere donne. Siedono in Parlamento e in Senato, e lo fanno con savoir faire e trasparenza, doti che posseggono anche i nostri uomini migliori, e sono destinate ad aumentare non solo in quantità  ma in prestigio istituzionale.

La Lega Nord, partito al quale appartengo, da quando ha cominciato ad entrare nelle istituzioni, soprattutto all’inizio degli anni ’90, ha sempre considerato fondamentale il ruolo della donna in politica, e i fatti parlano chiaro. Non ha solo accolto le donne, ha dato spazio alle loro idee, e le ha riconosciute in ruoli di responsabilità , ma insieme ha valorizzato anche i giovani, sia uomini sia donne, e questo processo virtuoso ha innestato nel partito una forza ed un’energia assolutamente straordinarie, direi impensabili secondo logiche politiche e partitiche precedenti.

I traguardi ambiziosi che molte di noi hanno raggiunto, sono il frutto di una sana “gavetta”, di molto volontariato, di tanto spirito di servizio nelle sezioni locali, di tante battaglie politiche, anche all’opposizione, combattute a fianco dei cittadini, per esempio per migliorare i servizi alla famiglia (dalle donne, ai bambini, agli anziani ai disabili), a favore delle imprese locali pressate da un fisco ingiusto, a fianco degli amministratori locali per affermare un’autonomia contributiva in nome del federalismo.

(*) Presidente della Provincia

[13 dicembre 2010]

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