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martedì 21 Settembre 2021

DIMISSIONI DEL MINISTRO TERZI | 'I Marò non dovevano tornare in India'

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Sono le tre e mezza di ieri pomeriggio nell'aula di Montecitorio quando Giulio Terzi, ministro degli Esteri, sta tenendo quella che avrebbe dovuto essere una semplice informativa: «Da ministro ho espresso serie riserve alla repentina decisione di trasferire in India i due marò, ma la mia voce è rimasta inascoltata. Per questo rassegno le mie dimissioni». All'improvviso è il gelo. Da Palazzo Chigi è Mario Monti, tutt'ora presidente del Consiglio, a dichiararsi esterrefatto per questadecisione assolutamente inattesa.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è dichiarato altrettanto sorpreso: «sconcertato e stupito» ed ha definito «irrituale» la decisione di Terzi. Nessuno, nemmeno il capo dello Stato, sapeva nulla delle intenzioni del ministro degli Esteri. Il capo dello Stato ha affidato a Mario Monti l'incarico ad interim di ministro degli Esteri.
Subito dopo parlerà  il collega della Difesa, Giampaolo Di Paola, e il ministro cercherà  di difendere il governo come può: «Le valutazioni del ministro Terzi sul caso dei marò non sono quelle del Governo. Io non abbandonerò la nave in difficoltà  con Massimiliano e Salvatore a bordo, fino all'ultimo giorno di governo».
L'aula di Montecitorio è divisa: la destra applaude Terzi, il Pd invece lo denigra mentre il Movimento 5 Stelle, per voce di Alessandro Di Battista, chiede se la storia dei marò abbia niente a che vedere con commesse in India di Finmeccanica.

Mario Nascimbeni
[redazione@lavocedivenezia.it]

Riproduzione Vietata
[27/03/2013]


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