Ciambetti: Buonismo mette a rischio welfare, a repentaglio il benessere di tutti”

ultimo aggiornamento: 26/10/2010 ore 18:21

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[26/10] “I dati diffusi da Caritas-migrantes relativamente alla presenza di immigrati nel Veneto e in Italia offrono ulteriori motivi di riflessione all’interno di un dibattito complesso, quello che vede parte dell’Europa sviluppata interrogarsi sulla crisi dei modelli di integrazione degli stranieri”.

Roberto Ciambetti, assessore regionale agli enti locali del Veneto, commenta così da Roma dove si trova per la Commissione stato-Regioni “Quella che in realtà  è la conferma di un dato già  conosciuto: le comunità  di stranieri si concentrano nelle zone produttive e non è casuale che proprio da noi in Veneto, come in Lombardia, si registrino anche i migliori livelli di vita delle comunità  straniere. Vicenza e Treviso vedono quasi quasi più nazionalità  rappresentate dell’Onu ed evidentemente la tanta sventolata xenofobia così come il razzismo di cui siamo accusati sono esasperazioni di vuole dipingere il Nord e l’area padana come terra di egoismo: sono sicuro che Benedetto XVI° non si riferiva a noi nel suo messaggio odierno sul tema dell’accoglienza”. “Anche noi, in Veneto, siamo convinti della necessità  di ‘una vita dignitosa e pacifica’, come detto dal Papa, sia per i migranti che per gli abitanti dei Paesi di arrivo. Il fatto è che dobbiamo registrare sempre meno tendenze pacifiche almeno in alcuni settori dell’immigrazione e in ben precise aree culturali-religiose: chi predica la guerra santa contro i cristiani non ha esattamente intenzioni pacifiche, né hanno comportamenti pacifici i troppi delinquenti che abbiamo importato, come non bastassero quelli che avevamo a casa, dall’estero” prosegue l'assessore.

“Certo, l’Islam preoccupa, preoccupa per il fondamentalismo che può fare proseliti tra i tanti disperati mentre anche da noi è tangibile la crisi dei modelli di inserimento e integrazione dello straniero: sia il modello anglosassone, inglese e tedesco, ome ha notato la Merkel, come quello francese, non hanno funzionato. A Londra a fare gli attentati terroristici sono stati degli islamici con passaporto britannico, cresciuti in Inghilterra. A Parigi la rivolta nella banlieues ha visto protagonisti dei giovani cittadini francesi anche se di famiglie magrebine o algerine. La crisi economica in atto porta e porterà  sempre più alla luce evidenti contraddizioni, che sfociano in tensioni e violenze”.

Ciambetti poi riporta l’attenzione sul caso veneto: “Non bisogna chiudere gli occhi davanti all’escalation di violenze, riconducibili a cittadini extracomunitari, che hanno investito ad esempio realtà  tranquille, come Vicenza, dove tanti extracomunitari erano giunti per lavorare e dove in tantissimi lavoratori stranieri fanno il loro dovere, rispettano le leggi, cercano di integrarsi. Eppure anche a Vicenza il sindaco di centro sinistra ha imposto il coprifuoco ai locali prossimi all’area di Campo Marzo cioè in pieno centro storico dopo una sequenza incredibile di violenze. “

“So bene che molti sindaci – conclude Ciambetti – guardano con molta apprensione al futuro temendo l’innescarsi di forti tensioni proprio con gruppi incontrollabili di extracomunitari, in specie con le frange della clandestinità . Lo scenario si fa ancor più fosco se consideriamo la difficoltà  che avranno gli enti locali nel garantire prestazioni anche minime di assistenza sociale davanti ad una domanda che potrebbe esplodere: serve a poco oggi recriminare sugli errori, purtroppo tanti, purtroppo troppi, del passato quando un malinteso senso di carità  e solidarietà  ha permesso di creare condizioni ingestibili e potenzialmente molto pericolose come quelle che dovremo fronteggiare. Bisogna impedire che la situazione degeneri e lo si può fare solo se blocchiamo ogni flusso, solo se attiveremo nel territorio azioni di prevenzione e repressione del crimine. Il fatto che la Grecia abbia chiesto, ottenendolo, l’aiuto dell’Unione Europea per bloccare l’accesso di clandestini dalle frontiere turche è un segnale chiaro. Frontiere colabrodo sono come i conti di certe regioni dove si campa d’assistenzialismo: travolgono il welfare, mettano a repentaglio il benessere di tutti”

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