
Dal 2027 le pensioni rischiano di essere più basse a causa della revisione dei coefficienti utilizzati per il calcolo degli assegni: il taglio può arrivare fino al 2% degli importi.
L’effetto nasce dall’aumento della speranza di vita, che comporta una riduzione dei coefficienti di trasformazione applicati ai montanti contributivi. Ne deriva una perdita sulle rendite future: per chi ha versato 300.000 euro di contributi la riduzione corrisponde a 284 euro lordi all’anno.
La modifica non riguarda solo l’importo: la revisione dei parametri contribuisce anche ad alzare l’età di uscita dal lavoro. Per la pensione di vecchiaia, con le regole attuali, l’età prevista salirà a 67 anni e 6 mesi nel 2029.
La prospettiva mette sotto pressione i calcoli individuali di chi si avvicina alla pensione, perché minori coefficienti e un’età di riferimento più alta incidono sia sugli assegni effettivi sia sul momento in cui si può accedere alle prestazioni.
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