La squadra mobile di Campobasso ha prelevato campioni di piante di ricino nei pressi di una scuola di Casacalenda, a poche decine di metri dall’istituto dove insegna una parente di Gianni Di Vita. L’operazione rientra nella serie di accertamenti avviati dopo la morte per avvelenamento con ricina di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita a Pietracatella.
Gli investigatori sono intervenuti dopo segnalazioni che indicavano la presenza di piante di ricino in quella zona. I rilievi hanno incluso fotografie e il prelievo di materiale vegetale destinato ad approfondimenti tecnici, ma per ora gli inquirenti non collegano direttamente quei ritrovamenti al duplice avvelenamento.
Parallelamente ai sopralluoghi a Casacalenda, sono state svolte verifiche anche a Riccia, dove si trovano altri istituti che nella fase iniziale dell’indagine erano già stati oggetto di controlli informatici. Le ispezioni puntano a ricostruire eventuali contatti e ricerche online attinenti alla vicenda.
La procura di Larino aveva disposto accertamenti digitali su quattro scuole della zona per individuare eventuali tracce di ricerche sul tema della ricina. Secondo quanto emerso, nelle tre scuole sono stati analizzati i server; solo nell’istituto di Casacalenda gli investigatori hanno eseguito una copia forense di un singolo computer portatile.
L’ingresso della polizia negli istituti per effettuare controlli informatici era già avvenuto nei giorni precedenti. Le verifiche fanno parte di un filone investigativo che, tra l’altro, cerca di risalire all’autore di ricerche online su come maneggiare la ricina, effettuate — sempre secondo gli accertamenti — da una persona che si sarebbe spacciata per uno scrittore.
Il sopralluogo a Casacalenda è stato ripreso da troupe televisive: le telecamere del programma Dentro la notizia hanno documentato gli agenti intenti a fotografare e catalogare le piante. Un inviato de La Vita in Diretta aveva segnalato la presenza degli operatori sul posto nelle ore precedenti.
Diversi elementi del contesto locale rendono i rilievi particolarmente attenzionati dagli inquirenti. Non è inusuale, infatti, trovare ricino in alcune aree del Molise, Pietracatella compresa; a colpire è stata la coincidenza della presenza delle piante nelle immediate vicinanze di una delle scuole già esaminate dagli investigatori.
Sui riscontri tecnici spetterà agli specialisti confermare se il materiale vegetale raccolto contenga tracce di ricina e se queste possano avere qualche rilevanza nella ricostruzione dei fatti. Al momento, le informazioni ufficiali sono limitate e gli accertamenti sono ancora in corso.
Un altro episodio, infine, è collegato all’istituto di Casacalenda ed ha attirato l’attenzione degli inquirenti: nei giorni in cui si intensificavano le ipotesi investigative sull’avvelenamento, tra il 27 febbraio e il 2 marzo, nell’istituto fu denunciato il furto di sette computer portatili.
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