
Il Viminale si è detto sorpreso dalla natura dei partecipanti alle violenze scoppiate a Milano: sono giovanissimi e, in molti casi, sconosciuti alle forze dell’ordine. Questa caratteristica ha spinto gli investigatori a concentrare le verifiche sul ruolo dei social network nella convocazione e nell’organizzazione del corteo.
Gli inquirenti hanno avviato una ricerca mirata degli account che per primi hanno lanciato la chiamata alla manifestazione. L’obiettivo è ricostruire la catena di condivisioni e identificare chi ha diffuso gli appelli iniziali tramite messaggi e post.
Nel corso delle prime verifiche è emersa una somiglianza nei richiami usati per promuovere l’assemblea con quelli impiegati in recenti proteste internazionali, in particolare a Parigi e a Tirana. Gli investigatori stanno quindi valutando se e in che misura questi riferimenti abbiano influenzato la composizione e il comportamento dei partecipanti.
L’indagine punta a chiarire come un appello circolato online abbia tradotto una convoca- zione in una mobilitazione violenta di giovani non noti alle forze dell’ordine, con l’intento di risalire ai promotori e ai canali utilizzati per diffondere l’invito.
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